Il volto della terra europea sta cambiando, segnato da una sete che non accenna a placarsi. Secondo gli ultimi rilevamenti Eurostat, nel 2024 la siccità ha colpito 156.703 km² di territorio dell’Unione Europea, un dato che, lontano dai numeri drammatici del passato, conferma una tendenza di fondo che mette a rischio la produttività agricola e la salute degli ecosistemi.
I dati sulla siccità
L’indicatore utilizzato per monitorare l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 15 (SDG 15), dedicato alla protezione della “Vita sulla terra”, si concentra sul deficit di umidità del suolo durante la stagione di crescita. Il parametro è cruciale: quando il terreno si inaridisce, la vegetazione smette di crescere, innescando un circolo vizioso che porta al degrado del suolo.
Sebbene il 2024 mostri segnali di tregua rispetto ad annate nere come il 2022 (quando furono colpiti ben 558.313 km²) o il 2018 (520.817 km²), la prospettiva a lungo termine rimane allarmante. La media mobile decennale evidenzia che l’area colpita da stress idrico è aumentata costantemente, suggerendo che i fenomeni estremi stiano diventando la “nuova normalità” climatica del continente.
A fare da argine alla desertificazione c’è il patrimonio forestale, un altro pilastro dell’SDG 15 monitorato da Eurostat. Nel 2023, le foreste coprivano il 39% della superficie terrestre dell’UE, ma la distribuzione è tutt’altro che omogenea, il Nord Europa si conferma la roccaforte verde del continente: Finlandia (66%) e Svezia (62%) guidano la classifica, seguono Slovenia (58%), Estonia (54%) e Lettonia (53%), dove la metà del territorio è boschivo.
Al polo opposto, si trovano nazioni dove la forestazione è ridotta ai minimi termini, rendendo il territorio vulnerabile ai cambiamenti climatici: Malta chiude la fila con appena il 4% di copertura, preceduta da Paesi Bassi (10%) e Irlanda (12%).
Combattere la desertificazione e invertire il degrado del suolo non è solo una questione ambientale, ma un imperativo economico e sociale. Il monitoraggio di Eurostat serve a ricordare ai decisori politici che, nonostante i miglioramenti temporanei registrati nell’ultimo biennio, la strada verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030 è ancora in salita. Senza una gestione sostenibile delle foreste e una strategia di adattamento alla scarsità idrica, il “verde” europeo rischia di sbiadire sotto i colpi di un clima sempre più imprevedibile.
Fonte: Eurostat