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Ambiente, via libera definitivo del Governo alla riforma penale: sanzioni più severe e nuovi strumenti contro i reati

Approvato il decreto che recepisce la direttiva UE: rafforzato il coordinamento investigativo e ampliata la responsabilità anche per i danni da prodotti inquinanti
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Il Consiglio dei Ministri, riunito il 21 aprile 2026 a Palazzo Chigi sotto la presidenza del ministro Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente. Il provvedimento, proposto dai ministri Tommaso Foti e Carlo Nordio, aggiorna e sostituisce le precedenti norme europee in materia, rafforzando il quadro sanzionatorio e gli strumenti di contrasto ai reati ambientali.

Tra le principali novità, viene potenziato il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale: il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione potrà avvalersi del supporto specialistico dell’Arma dei Carabinieri. Si amplia inoltre la responsabilità penale per morte o lesioni, che viene estesa anche ai casi legati al commercio di prodotti inquinanti, e non più solo all’inquinamento diretto.

Sul fronte delle sanzioni, il decreto introduce una distinzione basata sulla pericolosità dei rifiuti nella gestione non autorizzata: le pene vanno da un’ammenda di 2.000 euro fino alla reclusione di tre anni. Le modifiche tengono conto dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti e mirano a rendere più efficace la prevenzione e la repressione dei reati contro l’ambiente.

Fonte: Consiglio dei Ministri

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