Con la sentenza pubblicata il 05/05/2026 n. 00761/2026 REG.PROV.COLL. (ric. n. 00044/2023 REG.RIC.), il TAR Sardegna si pronuncia su un’ordinanza comunale di demolizione relativa a una recinzione ritenuta sconfinante rispetto ai confini catastali e alle previsioni del piano di lottizzazione.
Il Tribunale ribadisce, in primo luogo, che l’ordine di demolizione adottato ai sensi dell’art. 31 del d.P.R. 380/2001 ha natura vincolata: una volta accertata la difformità urbanistico-edilizia, l’amministrazione non dispone di margini di discrezionalità. Ne consegue che non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento, risultando inapplicabile la disciplina partecipativa di cui alla legge n. 241/1990.
Sotto il profilo soggettivo, il Collegio conferma che il provvedimento può legittimamente essere indirizzato al proprietario dell’immobile, indipendentemente dalla qualificazione formale come “responsabile dell’abuso”, valorizzando la funzione ripristinatoria dell’atto.
Elemento centrale della decisione è il rapporto tra assetto catastale, stato di fatto e disciplina urbanistica: il TAR evidenzia che lo scostamento tra confini reali e rappresentazioni catastali, emerso anche da perizia di parte, è sufficiente a dimostrare lo sconfinamento della recinzione rispetto alle aree destinate a standard pubblici e alle previsioni del piano di lottizzazione. Tali previsioni, osserva il Collegio, sono vincolanti e devono essere rispettate da tutti i proprietari inclusi nell’ambito pianificato.
Non assume rilievo, ai fini della legittimità dell’ordine demolitorio, l’eventuale intervenuta usucapione delle aree interessate. Il giudice amministrativo chiarisce infatti che le situazioni dominicali di fatto non possono prevalere sulle prescrizioni urbanistiche, che restano efficaci fino a modifica dello strumento attuativo.
Infine, il TAR ritiene che la sopravvenuta cessazione della materia del contendere riguardi solo uno dei profili contestati, mentre permane l’interesse alla decisione sugli ulteriori aspetti, confermando nel resto la legittimità dell’azione repressiva del Comune.
Sentenza: TAR Sardegna, Sez. I, 05/05/2026, n. 00761/2026 REG.PROV.COLL., ric. n. 00044/2023 REG.RIC.