Al 31 dicembre 2024, la popolazione residente in Italia ammonta a 58.943.464 persone, registrando un calo di circa 28mila unità rispetto all’anno precedente. La diminuzione è più marcata nel Sud e nelle Isole, mentre il Nord registra una lieve crescita, sostenuta in gran parte dall’incremento della popolazione straniera, che raggiunge 5,37 milioni, pari al 9,1% del totale.
Il saldo naturale resta negativo, con 369.944 nascite e 653.109 decessi, ma il saldo migratorio positivo (+262.680) attenua il calo. La popolazione continua a invecchiare: l’età media sale a 46,9 anni e gli anziani oltre 85 anni superano i 2,4 milioni. La componente femminile prevale tra gli anziani e rappresenta complessivamente il 51% della popolazione.
Il tasso di natalità scende a 6,3 per mille e la fecondità media delle donne italiane raggiunge il minimo storico di 1,11 figli, mentre per le donne straniere resta più alta (1,81). L’età media al parto cresce a 32,6 anni, con differenze regionali significative: la Sicilia resta la regione con le madri più giovani, la Sardegna con quelle più anziane.
La mobilità interna tra Comuni diminuisce, concentrandosi soprattutto nei grandi centri e nelle province settentrionali, mentre l’emigrazione italiana verso l’estero aumenta, con Germania, Regno Unito e Spagna come principali destinazioni. La speranza di vita continua a crescere, raggiungendo nuovi massimi storici: 81,5 anni per gli uomini e 85,6 per le donne, con valori più elevati nel Nord e più bassi nel Mezzogiorno.
L’analisi conferma un’Italia sempre più anziana, dove la crescita demografica è sempre più dipendente dall’immigrazione e la diminuzione delle nascite riflette tendenze strutturali e sociali profonde.