Il governo definisce le modalità operative della nuova piattaforma per la gestione delle deleghe digitali, lo strumento che consentirà ai cittadini di autorizzare altre persone ad accedere ai servizi online della pubblica amministrazione per proprio conto.
Il decreto, firmato dal sottosegretario all’Innovazione tecnologica Alessio Butti di concerto con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, stabilisce struttura, funzionamento e requisiti di sicurezza della piattaforma prevista dal Codice dell’amministrazione digitale. L’obiettivo è semplificare l’accesso ai servizi digitali, soprattutto per chi ha difficoltà a utilizzarli direttamente.
La delega potrà essere conferita online tramite un portale dedicato, accessibile con identità digitale (come SPID o CIE), oppure attraverso il comune di residenza o con assistenza remota per gli utenti più fragili, come anziani over 65 o persone con disabilità. Ogni cittadino potrà delegare fino a due persone, mentre ciascun delegato potrà ricevere al massimo cinque deleghe, salvo eccezioni per tutori o amministratori di sostegno.
Sono previste diverse modalità di attivazione: dalla richiesta diretta del delegante con successiva accettazione del delegato, fino ai casi in cui la delega venga presentata da genitori, tutori o procuratori. Il sistema prevede controlli automatici tramite l’Anagrafe nazionale e le banche dati della giustizia, per verificare i requisiti e prevenire abusi.
Particolare attenzione è riservata alla sicurezza e alla protezione dei dati personali: ogni operazione sarà tracciata e notificata al cittadino, che potrà in qualsiasi momento revocare la delega. La durata massima è fissata in due anni.
Il decreto introduce anche un’integrazione con il futuro portafoglio digitale (IT-Wallet), che permetterà di utilizzare la delega come attestazione elettronica dei poteri del delegato.
L’entrata in funzione avverrà in modo graduale a partire dal 15 ottobre 2026, con un rilascio progressivo delle funzionalità. Il provvedimento si inserisce nel percorso di digitalizzazione della pubblica amministrazione previsto dal PNRR, con l’obiettivo di rendere i servizi più accessibili, inclusivi e sicuri.
Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale