Le norme internazionali, come gli standard ISO utilizzati per la misurazione delle emissioni di catrame, nicotina e monossido di carbonio nei prodotti del tabacco, devono essere liberamente accessibili quando sono richiamate da una direttiva dell’Unione europea in materia di tutela della salute pubblica.
Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Unione europea, grande sezione, con sentenza del 21 aprile 2026, intervenendo sull’interpretazione dell’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2014/40/UE, che disciplina il ravvicinamento delle disposizioni legislative degli Stati membri sulla lavorazione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati.
Secondo la Corte, il richiamo a norme tecniche internazionali all’interno di un atto normativo europeo comporta che tali standard diventino parte integrante del quadro regolatorio di riferimento. Di conseguenza, non può essere opposta la mancata pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea per metterne in discussione l’applicazione o per sostituire i metodi di misurazione previsti con altri criteri.
I giudici precisano inoltre che i soggetti interessati che abbiano avuto accesso al contenuto ufficiale delle norme ISO non possono invocare la mancata pubblicazione per contestarne l’utilizzo ai fini della misurazione delle emissioni.
Allo stesso tempo, la Corte pone un principio di garanzia sul piano dell’accesso: le norme tecniche richiamate dalla normativa europea devono essere disponibili nell’ambito di un regime di consultazione generale, effettivo, gratuito e non discriminatorio. In questo modo, viene assicurato l’equilibrio tra esigenze di tutela della salute pubblica, certezza del diritto e accessibilità delle fonti tecniche che incidono sull’applicazione della disciplina europea.