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Condono edilizio e nuove opere abusive: il Consiglio di Stato conferma il diniego quando le modifiche successive impediscono l’identificazione dell’originario manufatto

Con la sentenza n. 3595/2026, la Sezione III del Consiglio di Stato ribadisce che la realizzazione di ulteriori opere abusive dopo la presentazione dell’istanza di sanatoria può legittimare il rigetto del condono, poiché altera la consistenza originaria del manufatto e impedisce la corretta valutazione dell’intervento oggetto di domanda.

Con la sentenza n. 3595/2026, la Sezione III del Consiglio di Stato ribadisce che la realizzazione di ulteriori opere abusive dopo la presentazione dell’istanza di sanatoria può legittimare il rigetto del condono, poiché altera la consistenza originaria del manufatto e impedisce la corretta valutazione dell’intervento oggetto di domanda.

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