PNRR, sbloccata la nona rata: 12,8 miliardi, ma l’estate sarà il vero banco di prova
Notizie 12 Maggio 2026, di Danilo Grossi
La Commissione europea ha validato la nona richiesta di pagamento dell'Italia. Restano 159 scadenze da centrare entro il 31 agosto. I dati di OpenPNRR segnalano gap significativi tra le dichiarazioni ufficiali e lo stato reale dei cantieri. Per i Comuni si apre una fase cruciale.
L’Italia ha incassato la nona rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: 12,8 miliardi di euro sbloccati dalla Commissione europea a seguito del completamento di 50 tra traguardi e obiettivi previsti entro il 2025. Un risultato significativo, ottenuto tuttavia non senza difficoltà: si è resa necessaria un’ulteriore revisione del piano per allineare gli impegni alla capacità attuativa del sistema-paese.
Ma l’attenzione si sposta già verso il prossimo orizzonte critico. L’estate 2026 sarà il vero banco di prova: l’Italia dovrà inviare alla Commissione la decima richiesta di pagamento entro e non oltre il 31 agosto, avendo completato ulteriori 159 scadenze. Le linee guida europee fissano inoltre al 31 maggio il termine ultimo per eventuali richieste di modifica al piano.
«159 scadenze in meno di quattro mesi: l’estate 2026 è il test definitivo per la capacità attuativa dell’Italia sul PNRR»
OpenPNRR: i numeri reali del piano
La piattaforma OpenPNRR, strumento di monitoraggio indipendente curato da esperti di open data e trasparenza amministrativa, offre una lettura alternativa e più granulare dello stato di avanzamento del Piano. I dati aggiornati al 26 febbraio 2026 fotografano una situazione complessa, con alcune criticità rilevanti.
I progetti monitorabili sono 280.767. Rispetto al precedente rilascio, il numero di interventi con informazioni dettagliate disponibili è sensibilmente diminuito: circa 63.000 progetti non sono più presenti nella banca dati a fronte di circa 37.000 nuovi aggiunti. Il saldo è negativo. La causa principale di questa contrazione è la sparizione dei dati relativi alla componente Superbonus finanziata dal PNRR: oltre 60.000 interventi per un valore complessivo di 18,1 miliardi di euro.
⚠ LACUNA NEI DATI: IL CASO SUPERBONUS Oltre 60.000 interventi del Superbonus finanziati con risorse PNRR (valore totale: 18,1 miliardi di euro) non sono più disponibili nella banca dati pubblica. Una lacuna che compromette la capacità di monitoraggio indipendente su una delle misure più rilevanti del Piano.
280.767PROGETTI MONITORABILIsu OpenPNRR al 26 feb 2026
541.000CONCLUSI (GOV.)dichiarazione ufficiale dell’esecutivo
Il divario tra cifre ufficiali e monitoraggio indipendente
I dati di OpenPNRR introducono un campo inedito: lo stato di avanzamento dei lavori per singolo progetto. Il quadro che emerge contrasta in modo significativo con le comunicazioni governative. Secondo il monitoraggio indipendente, dei progetti per cui sono disponibili dati, 96.430 risultano conclusi e 184.276 sono ancora in corso, per una quota di completamento pari al 34,4%.
Il governo italiano dichiara invece oltre 655.000 progetti finanziati, di cui 541.000 già conclusi, pari all’83%. Lo scarto tra le due letture è di quasi 50 punti percentuali. La differenza non è necessariamente frutto di dati falsi: riflette perlopiù la diversa perimetrazione dei progetti considerati e la disponibilità effettiva delle informazioni sul portale pubblico. Ma è un divario che chiama in causa la qualità e la trasparenza del sistema di rendicontazione.
La mappa territoriale: chi avanza e chi resta indietro
I dati di OpenPNRR consentono anche una lettura geografica dell’attuazione del PNRR. Per numero di progetti, la Lombardia guida la classifica con 38.543 interventi, seguita da Campania (26.264), Sicilia (24.921) e Piemonte (23.761). Per risorse assegnate, confermano la testa Lombardia (19,5 miliardi) e Campania (17,5 miliardi), con il Veneto terzo (14,4 miliardi).
Ma è l’avanzamento finanziario — misurato come quota di pagamenti effettuati rispetto al valore totale dei progetti — il dato più significativo per valutare l’efficacia attuativa. Qui il quadro si ribalta parzialmente: il Veneto è la regione più avanzata con il 47% di pagamenti effettuati, seguita da Friuli-Venezia Giulia (40%) ed Emilia-Romagna (38%). In coda si trovano Valle d’Aosta (19%), Sicilia (22%), Calabria (25%) e Campania (26%).
REGIONE
N. PROGETTI
RISORSE (MLD €)
AVANZ. FINANZIARIO
Lombardia
38.543
19,5 mld
n.d.
Campania
26.264
17,5 mld
26%
Sicilia
24.921
n.d.
22%
Piemonte
23.761
n.d.
n.d.
Veneto
n.d.
14,4 mld
47% ★
Friuli-V. Giulia
n.d.
n.d.
40%
Emilia-Romagna
n.d.
n.d.
38%
Calabria
n.d.
n.d.
25%
Valle d’Aosta
n.d.
n.d.
19%
Le nuove misure: 9 miliardi di investimenti introdotti
La revisione del PNRR ha portato anche all’introduzione di nuove misure: 9 in totale (8 investimenti e 1 riforma) per un valore complessivo di circa 9 miliardi di euro. La più significativa è il rafforzamento di Transizione 4.0, che ha ricevuto ulteriori 4,7 miliardi aggiuntivi, confermando la scommessa dell’Italia sulla digitalizzazione e l’innovazione del tessuto produttivo.
Seguono il regime di sovvenzioni per le infrastrutture idriche (1 miliardo), particolarmente rilevante per i comuni del Mezzogiorno e delle aree interne, e il parco agrisolare (789 milioni), che si inserisce nella più ampia strategia di transizione energetica del settore agricolo.
Sette misure sono state invece eliminate per un totale di circa 1,5 miliardi di euro. Le più significative: i progetti faro per l’economia circolare (600 milioni) e due misure sull’idrogeno (settori hard to abate e trasporto stradale). Eliminazioni che segnalano una ricalibrazione delle priorità verso interventi più maturi e cantierabili.
9 mld €NUOVI INVESTIMENTIintrodotti con la revisione del Piano
4,7 mldTRANSIZIONE 4.0rafforzamento con risorse aggiuntive
1 mldINFRASTRUTTURE IDRICHEregime di sovvenzioni per i Comuni
-1,5 mldMISURE ELIMINATE7 misure rimosse dalla revisione
Cosa devono fare adesso i Comuni
Per le amministrazioni locali, la fase che si apre è tra le più delicate dell’intero ciclo PNRR. Il combinato disposto di scadenze ravvicinate, dati non sempre trasparenti e 159 obiettivi ancora da centrare richiede un’attenzione straordinaria su alcuni fronti specifici.
Monitoraggio interno e rendicontazione. I comuni che gestiscono progetti PNRR devono assicurarsi che i dati caricati sui sistemi di monitoraggio siano aggiornati, completi e coerenti con lo stato reale di avanzamento. Il disallineamento tra dati ufficiali e monitoraggio indipendente segnala possibili lacune nella rendicontazione.
Attenzione alle misure idriche. Il nuovo miliardo destinato alle infrastrutture idriche è un’opportunità concreta per i comuni, specie nelle aree con reti vetuste o in contesti di stress idrico. È fondamentale verificare con le stazioni appaltanti competenti se ci sono margini di accesso.
Pianificazione estiva. Con la deadline del 31 agosto per la decima rata, i mesi di giugno-luglio saranno cruciali. I responsabili PNRR delle amministrazioni devono garantire la continuità operativa anche durante il periodo estivo, quando i rallentamenti burocratici tendono ad acuirsi.
Dialogo con le prefetture e le strutture di coordinamento. Eventuali criticità nell’attuazione vanno segnalate tempestivamente alle strutture di supporto regionali e alla Cabina di Regia, evitando che i ritardi si accumulino oltre la soglia di recuperabilità.
«Il PNRR non si vince solo a Bruxelles: si vince nei comuni, nei cantieri, negli uffici tecnici che ogni giorno traducono i fondi europei in opere concrete»