Il Governo ha varato il nuovo Piano casa con il decreto-legge n. 66 del 7 maggio 2026, introducendo misure urgenti per rispondere alla crescente domanda di alloggi a prezzi accessibili. L’iniziativa punta a incrementare l’offerta di edilizia residenziale pubblica e sociale attraverso un massiccio piano di recupero del patrimonio immobiliare esistente, con un’attenzione particolare a giovani, studenti, lavoratori fuori sede e anziani.
Ecco i punti cardine del provvedimento:
- Fondi e investimenti: per il programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione sono stati stanziati 970 milioni di euro fino al 2030. Queste risorse serviranno a rimettere sul mercato alloggi attualmente inutilizzati a causa di carenze manutentive.
- Gestione e semplificazione: per accelerare gli interventi, è stata prevista la nomina di un Commissario straordinario (in carica fino al 2027) con poteri di deroga e il supporto tecnico di Invitalia. È stata inoltre istituita una Cabina di monitoraggio per coordinare i lavori tra Governo ed enti locali.
- Tutela degli inquilini: nasce un nuovo Fondo di garanzia per la morosità incolpevole con una dote iniziale di 24 milioni di euro per il biennio 2026-2027. Lo strumento interverrà per coprire canoni e depositi cauzionali nei casi in cui l’inquilino sia impossibilitato a pagare per cause di forza maggiore.
- Diritto al riscatto: il decreto introduce procedure semplificate per l’alienazione degli immobili di proprietà dei comuni e degli enti di edilizia popolare. Gli assegnatari non morosi avranno il diritto di opzione per l’acquisto della casa in cui vivono, a patto che non possiedano altri immobili. I proventi di queste vendite saranno utilizzati dagli enti per abbattere il debito pubblico.
- Nuove forme di abitare: il piano promuove modelli innovativi come il senior cohousing (per gli anziani) e la coabitazione intergenerazionale, oltre a prevedere contratti di locazione a lungo termine con facoltà di riscatto predefinita.
Tutti gli interventi dovranno rispettare rigorosi standard di sostenibilità ambientale e garantire la piena accessibilità per le persone con disabilità, seguendo i principi della progettazione universale. Il decreto è entrato ufficialmente in vigore l’8 maggio 2026.
Il testo del provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale