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Sicurezza di edifici e territorio, assegnati ai Comuni oltre 1,38 miliardi per il triennio 2026-2028

Pubblicato il decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Mef, che ripartisce le risorse destinate a opere pubbliche di messa in sicurezza, efficientamento energetico e contrasto al rischio idrogeologico.

Il Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha pubblicato il decreto che assegna ai Comuni le risorse previste dalla legge di Bilancio 2019 per interventi di messa in sicurezza degli edifici e del territorio relativi alle annualità 2026-2027-2028. Il provvedimento, corredato dagli allegati contenenti le istanze presentate e l’elenco degli enti beneficiari, è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Le risorse complessivamente assegnate ammontano a oltre 1,384 miliardi di euro e saranno destinate a opere pubbliche legate alla prevenzione del rischio idrogeologico, alla sicurezza di strade, ponti e viadotti, oltre che alla messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici, con priorità agli istituti scolastici.

Il finanziamento disponibile è stato rimodulato rispetto alle previsioni iniziali a seguito di successive disposizioni normative che hanno ridotto gli stanziamenti per il 2026 e il 2027. Nel dettaglio, i fondi disponibili risultano pari a 500 mila euro per il 2026, 690 milioni per il 2027 e 550 milioni per il 2028.

Il decreto stabilisce inoltre tempi precisi per l’affidamento e la conclusione dei lavori: l’aggiudicazione dovrà avvenire entro un termine variabile da nove a ventitré mesi, in base all’importo dell’opera, mentre i cantieri dovranno essere conclusi entro ventiquattro mesi dall’affidamento.

Monitoraggio e rendicontazione degli interventi saranno effettuati attraverso il sistema ReGiS della Ragioneria generale dello Stato. I Comuni beneficiari dovranno aggiornare costantemente i dati relativi all’avanzamento dei lavori e conservare tutta la documentazione amministrativa e contabile. In caso di mancato rispetto delle scadenze o degli obblighi di rendicontazione, il contributo potrà essere revocato e recuperato dallo Stato.

Previsti infine controlli a campione da parte del Ministero dell’Interno sulle opere finanziate e sull’utilizzo delle risorse assegnate.

Allegati

 Decreto 6 maggio 2026

 Allegato 1

 Allegato 2

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