Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge n. 21/2026, un provvedimento articolato che punta a dare ossigeno a famiglie e imprese di fronte alla persistente pressione dei costi energetici: il testo introduce interventi diretti per i consumatori domestici e una complessa operazione di restyling degli incentivi per le rinnovabili, finalizzata a ridurre le voci fisse in bolletta.
Aiuti diretti alle famiglie
La prima misura riguarda i cittadini più esposti: per l’anno 2026 è stato stanziato un fondo di 315 milioni di euro destinato ai titolari del bonus sociale elettrico, i quali riceveranno un contributo straordinario “una tantum” di 115 euro.
L’intervento si estende però anche alla cosiddetta “fascia grigia”: i venditori di energia potranno offrire uno sconto in bolletta ai residenti con Isee fino a 25.000 euro (non beneficiari del bonus sociale) che mantengono consumi contenuti. L’Arera monitorerà l’adesione dei fornitori a questo schema, rilasciando una sorta di “bollino di qualità” commerciale alle aziende che decideranno di applicare lo sconto ai propri clienti.
La manovra sulle imprese e il fotovoltaico
Per quanto riguarda il settore produttivo, il decreto interviene sulla componente Asos (gli oneri per il sostegno alle rinnovabili): l’obiettivo è alleggerire il peso delle bollette per le utenze non domestiche in bassa, media e alta tensione.
L’operazione si muove su due binari:
- Rimodulazione volontaria degli incentivi: i titolari di impianti fotovoltaici sopra i 20 kW potranno scegliere di ridurre la propria tariffa premio (dell’15% o del 30%) in cambio di un prolungamento della durata del contratto di incentivazione.
- Rifacimento degli impianti: si favorisce l’uscita anticipata dai vecchi regimi di sostegno per chi accetta di investire nel “rifacimento integrale” dei siti, utilizzando moduli prodotti in Europa e raddoppiando la capacità produttiva.
Prelievo straordinario sul comparto energia
A finanziare parte di queste riduzioni sarà un incremento temporaneo dell’aliquota Irap: per il biennio 2026-2027, le imprese che operano prevalentemente nel settore energetico vedranno l’imposta aumentare di due punti percentuali. Il gettito derivante, stimato in oltre un miliardo di euro nel triennio, sarà interamente vincolato all’abbattimento degli oneri generali di sistema per le piccole e medie imprese e le grandi utenze industriali.
Fonte: Gazzetta Ufficiale