Il disegno di legge sulla “Tutela Agroalimentare” è stato approvato in via definitiva dalla Camera dei deputati con 154 voti favorevoli, 1 contrario e 110 astensioni, diventando così legge. Il provvedimento punta a rafforzare la trasparenza, la sicurezza e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera agroalimentare italiana, con un impianto normativo più severo contro frodi e pratiche ingannevoli.
Fortemente sostenuta dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e frutto della collaborazione con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, la riforma introduce nuove fattispecie di reato nel Codice penale. Tra queste la frode alimentare e il commercio di alimenti con segni mendaci, oltre a specifiche aggravanti legate a organizzazione criminale, quantità rilevanti e uso improprio della certificazione biologica. In questi casi le pene possono aumentare fino a un terzo.
Particolare attenzione viene riservata alla tutela delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine, settore strategico per l’economia italiana, con un rafforzamento delle sanzioni per contraffazione e l’introduzione della confisca obbligatoria dei beni coinvolti nei reati. I prodotti sequestrati e ancora commestibili potranno inoltre essere destinati a enti territoriali o organizzazioni caritative.
Il provvedimento interviene anche sul sistema delle sanzioni amministrative, che vengono rese più proporzionate alla gravità delle violazioni e al fatturato delle imprese coinvolte, con l’obiettivo di aumentare l’effetto deterrente e superare disparità tra operatori di diversa dimensione.
Tra le novità figura inoltre l’istituzione della Cabina di regia per i controlli amministrativi, coordinata dal MASAF, per rendere più efficiente l’attività ispettiva e ridurre le sovrapposizioni tra le diverse autorità competenti.
La legge introduce anche specifiche misure contro l’uso improprio di termini come “latte” per prodotti di origine vegetale, prevedendo sanzioni fino a 32 mila euro o percentuali sul fatturato. Interventi mirati riguardano poi la filiera bufalina, con nuovi sistemi di tracciabilità e controlli rafforzati lungo tutte le fasi produttive.
Infine, viene riformato il sistema sanzionatorio nel settore della pesca, con una maggiore proporzionalità delle pene rispetto alla quantità di pescato e all’impatto ambientale delle violazioni.