Non è solo una questione di agricoltura, ma di sicurezza nazionale. L’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi) ha scelto la Sala dei Gruppi parlamentari a Roma per lanciare quello che può essere definito un “Giro d’Italia” della resilienza. Sul tavolo ci sono 266 progetti, pronti a trasformarsi in cantieri, per dare una risposta strutturale alla fragilità idrica di un Paese travolto da eventi meteorologici estremi.
I numeri
La proposta presentata per il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (Pniissi) mette in campo cifre imponenti. Tra ottobre 2025 e gennaio 2026, i Consorzi di bonifica hanno presentato progetti per un valore complessivo di 7,3 mld. di euro. L’impatto ambientale e infrastrutturale è altrettanto rilevante:
- capacità di invaso: +1 mld. di metri cubi d’acqua
- risparmio idrico: 2 mld. di metri cubi ogni anno
- energia: 1,1 mld. di kwh l’anno di energia rinnovabile prodotta
- emissioni: 425.410 tonnellate di co2 evitate in atmosfera
Ma l’acqua è anche un volano economico: il valore aggiunto per il territorio è stimato in 1,5 mld. di euro l’anno, con una ricaduta di 57.120 nuovi posti di lavoro.
L’urgenza degli interventi nasce dalla cronaca, dall’inizio del 2026, l’Italia ha dovuto fare i conti con il ciclone Harry al Sud, la vasta frana di Niscemi e i dissesti che hanno colpito l’Abruzzo (Silvi) e il Molise (Petacciato). Fenomeni che non sono eccezioni: negli ultimi 20 anni il dissesto idrogeologico è costato mediamente 3,5 mld. l’anno, mentre la siccità ha inflitto danni all’agricoltura per 20 mld. nell’ultimo quadriennio.
Invasi Multifunzionali
Insieme a Coldiretti, Anbi promuove il Piano Invasi Multifunzionali. L’idea è semplice ma strategica: creare una rete di bacini di medie dimensioni che servano contemporaneamente a trattenere le piogge (evitando alluvioni), stoccare l’acqua per i periodi di siccità e produrre energia.
“Il lavoro dei Consorzi è utile perché rafforza la sicurezza idraulica e sostiene un’agricoltura moderna. Ora la sfida è trasformare le opportunità in benefici tangibili, superando l’eccesso di complessità burocratica”, ha dichiarato Francesco Vincenzi, Presidente Anbi.
Oltre agli aspetti tecnici, dal convegno è emerso un messaggio etico. Il DG di Anbi, Massimo Gargano, ha lanciato lo slogan “Save the water, not the war”. In un contesto internazionale dove la risorsa idrica è usata come arma di pressione o oggetto di conflitto (dall’Ucraina al Medio Oriente), l’Italia propone un modello di gestione che punta sulla coesione, chiedendo all’Europa percorsi fiscali e amministrativi semplificati per chi investe nella conservazione dell’acqua.
Il dibattito ha raccolto il plauso di figure chiave come Battistoni (Ufficio di Presidenza della Camera), che ha ricordato come sia in discussione una legge per coordinare Regioni ed enti locali con l’Anbi, e Rotelli (Presidente Commissione Ambiente), che ha definito le proposte dei Consorzi “soluzioni concrete da adottare prima che l’emergenza condizioni ogni scelta”. A chiudere il cerchio, la visione scientifica di Maria Siclari (Ispra): “la sicurezza idrica si ottiene integrando natura e infrastrutture, ripristinando il ciclo dell’acqua dalla sorgente al mare. L’Italia, con questo piano, smette di inseguire le emergenze per iniziare a governarle”.
Fonte: Redazione