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Geotermia, nuove regole semplificate per gli impianti: aggiornato il decreto del 2022

Il Ministero adegua la normativa ai nuovi regimi autorizzativi per le rinnovabili: più spazio a procedure snelle e digitalizzazione per le piccole installazioni geotermiche
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Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha aggiornato la disciplina sugli impianti geotermici a bassa entalpia, adeguando il decreto del 30 settembre 2022 ai nuovi regimi amministrativi previsti dalla normativa sulle energie rinnovabili. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 aprile 2026, punta a semplificare e rendere più omogenee le procedure autorizzative, favorendo la diffusione di tecnologie per il riscaldamento e la climatizzazione degli edifici.

Il decreto si concentra sulle cosiddette “piccole utilizzazioni locali” di calore geotermico, cioè impianti a circuito chiuso che scambiano energia termica con il terreno senza prelievo di fluidi dal sottosuolo. Si tratta in particolare di sonde geotermiche al servizio degli edifici, sempre più utilizzate per migliorare l’efficienza energetica.

Uno degli elementi centrali della riforma è l’allineamento ai nuovi regimi amministrativi introdotti dal decreto legislativo 190/2024, che riduce le procedure a tre categorie principali. Per gli impianti più piccoli, con potenza inferiore a 50 kW e profondità limitata, sarà sufficiente il regime di attività libera. Per quelli di dimensioni maggiori, fino a 500 kW, si applicherà invece la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS).

Il provvedimento rafforza anche la digitalizzazione degli iter autorizzativi, prevedendo l’utilizzo della piattaforma unica SUER per la gestione delle pratiche e la trasmissione dei dati. In attesa della piena operatività del sistema, le procedure continueranno comunque in modalità digitale secondo gli strumenti già in uso dalle amministrazioni competenti.

Sul piano tecnico, vengono fissate prescrizioni precise per la progettazione e la realizzazione degli impianti, con particolare attenzione alla tutela del suolo e delle falde acquifere. Tra le misure previste, distanze minime dai confini, obblighi di indagine termica del sottosuolo per gli impianti più grandi e utilizzo di materiali e fluidi a basso impatto ambientale.

Viene inoltre istituito un sistema di monitoraggio attraverso registri telematici regionali, che raccoglieranno dati su localizzazione, caratteristiche e funzionamento degli impianti, con l’obiettivo di valutare il contributo della geotermia alla produzione di energia rinnovabile.

Il decreto rinvia a un successivo intervento la disciplina degli impianti a circuito aperto, più complessi dal punto di vista tecnico e ambientale. Nel frattempo, l’aggiornamento normativo mira a rimuovere gli ostacoli burocratici e a favorire la crescita di un settore considerato strategico per la transizione energetica.

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