Con la circolare Inps n. 15/2026, pubblicata il 9 febbraio, diventa operativa la possibilità per i professionisti di ricongiungere i contributi previdenziali versati tra la gestione separata Inps e le casse professionali. Le domande presentate da questa data consentono di costruire un’unica posizione pensionistica, scegliendo la ricongiunzione in entrata verso la gestione separata oppure in uscita, trasferendo i contributi Inps alla propria cassa di appartenenza.
L’obiettivo della misura è quello di ridurre gli effetti negativi della frammentazione dei percorsi lavorativi, in particolare per i professionisti più giovani. Come ha sottolineato il ministro del Lavoro Marina Calderone, la ricongiunzione permette di valorizzare tutte le esperienze contributive e trasformarle in un diritto previdenziale pieno, in un’ottica di maggiore equità e modernizzazione del sistema.
La circolare chiarisce però alcuni limiti importanti. Nel rispetto della natura contributiva della gestione separata, non sono ammesse ricongiunzioni in entrata per chi possiede periodi contributivi anteriori al 1° aprile 1996, data di avvio dell’obbligo contributivo per questa gestione. Inoltre non sono consentite ricongiunzioni parziali: la domanda deve riguardare l’intera contribuzione maturata presso le altre casse previdenziali.
La ricongiunzione è onerosa e produce effetti retroattivi. L’onere è a carico dell’interessato e viene calcolato applicando l’aliquota IVS vigente, pari al 33 per cento nel 2025 per i collaboratori esclusivi, sulla retribuzione degli ultimi dodici mesi. Le nuove regole si applicano immediatamente sia alle nuove domande sia ai ricorsi e alle istanze pendenti non ancora definite alla data di pubblicazione della circolare.
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Maggiori informazioni nella nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali