Presentato la scorsa settimana, presso la Sala Ciampi del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Rapporto realizzato dall’Ocse sulla “National Skills Strategy” che studia i processi di sviluppo delle competenze in Italia, strettamente legati al buon funzionamento del mercato del lavoro e allo sviluppo territoriale. Il Governo, in collaborazione con l’Ocse, ha avviato dall’inizio del 2016 un programma volto a identificare i punti di forza e le criticità riscontrate nel Paese, nella convinzione che dal tema delle competenze dipendano i livelli di produttività. Il programma, che è stato supportato dalla Commissione europea, ha visto la partecipazione cinque Ministeri (oltre al Mef anche il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministero dello Sviluppo economico e il Dipartimento della Presidenza del Consiglio per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno), nonchè da un’ampia platea di stakeholders che comprende operatori del mondo economico, istituzionale e della società civile.
Il documento mette in luce come, nonostante il miglioramento dei tassi di occupazione, la produttività, che per anni ha avuto in Italia un andamento stagnante, permanga a livelli non soddisfacenti, anche a causa di un grado di competenze relativamente basso, di una debole domanda di competenze avanzate e di un uso limitato delle abilità disponibili. Il Rapporto dell’Ocse, che ha carattere diagnostico, fornisce utili indicazioni per valorizzare il capitale umano migliorandone e valorizzandone le competenze, un’azione che il Governo ritiene essere prioritaria per venire incontro ai ritmi dell’innovazione e cogliere appieno le opportunità di crescita in un mondo interconnesso e digitale.
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico riconosce che l’Italia ha varato un ambizioso pacchetto di riforme per sostenere la crescita anche attraverso un più adeguato livello di competenze, ma è ora necessario proseguire sulla strada dell’implementazione. Il Governo concorda con l’analisi contenuta nel Rapporto secondo cui il Jobs Act, la riforma nel sistema dell’istruzione (la Buona Scuola), il Piano nazionale Scuola Digitale, il Piano nazionale Industria 4.0, vanno nella giusta direzione e possono generale sinergie per giungere ad un migliore allineamento tra domanda e offerta di competenze.
Il Jobs Act ha rivisitato la disciplina dell’apprendistato favorendone l’utilizzo anche in una logica di alternanza con la scuola. La sfida di policy per i prossimi anni è quella di saper anticipare i fabbisogni professionali e costruire le competenze per il futuro del lavoro. Questo significa non solo coltivare e formare talenti, ma anche includere nel processo di innovazione e nei suoi benefici, il maggior numero possibile di soggetti. E’ necessaria quindi la realizzazione di un sistema di politiche di attivazione e supporto tempestive quanto efficaci e come riconosciuto anche dall’Ocse, la costruzione di un’Agenzia nazionale per le Politiche attive è un passo che guarda nella giusta direzione.
Il Piano Industria 4.0 sta intervenendo su tutti gli aspetti della trasformazione digitale, compreso quello relativo all’accrescimento delle competenze. Le prossime azioni del programma, in linea con l’analisi dello studio Ocse, saranno incentrate sul potenziamento delle competenze, per adeguarle alle nuove sfide del mondo del lavoro e farne una leva per sostenere il cambiamento tecnologico.
Nel nostro Paese permangono, tuttavia, differenziazioni geografiche tra le diverse regioni e l’impegno del governo nelle politiche di coesione dovrà contribuire a ridurne il divario. Alla presentazione del Report, curata dal segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, sono intervenuti anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il commissario europeo per l’occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità del lavoratori, Marianne Thyssen, che ha inviato un video messaggio, il titolare della Coesione territoriale, Claudio De Vincenti, il viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova, i sottosegretari al Lavoro e all’Istruzione, Luigi Bobba e Vito De Filippo.