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Nuovi reati ambientali e pene più severe: entra in vigore il decreto che recepisce la direttiva Ue

Dal commercio di prodotti inquinanti alla tutela rafforzata di habitat ed ecosistemi: il decreto legislativo n. 81 del 2026 aggiorna il codice penale e introduce nuove misure contro i crimini ambiental

L’Italia rafforza la tutela penale dell’ambiente recependo la direttiva europea 2024/1203 con il decreto legislativo n. 81 del 21 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 maggio e in vigore dal 2 giugno. Il provvedimento aggiorna il sistema dei reati ambientali, irrigidisce le sanzioni e introduce nuovi strumenti di contrasto alla criminalità ambientale.

Tra le principali novità figura l’introduzione del nuovo reato di “commercio di prodotti inquinanti”, che punisce chi immette abusivamente sul mercato beni il cui utilizzo provochi danni significativi e misurabili ad aria, acqua, suolo, ecosistemi, habitat, flora e fauna. Le pene aumentano in presenza di aggravanti, come il danno arrecato ad aree protette, specie tutelate o ecosistemi di grandi dimensioni, nonché in caso di pericolo per la salute o l’incolumità delle persone.

Il decreto interviene anche sul reato di inquinamento ambientale, ampliando la protezione agli habitat e introducendo aggravanti specifiche per danni duraturi agli ecosistemi o per la distruzione di habitat all’interno di aree naturali protette o sottoposte a vincoli paesaggistici e culturali.

Vengono inoltre previste sanzioni penali per la produzione, il commercio, l’importazione e l’uso illecito di sostanze che riducono lo strato di ozono e di gas fluorurati a effetto serra, con pene differenziate in base alla gravità delle condotte e alla presenza di colpa grave.

Sul fronte organizzativo, il provvedimento istituisce presso la Procura generale della Corte di Cassazione un Sistema nazionale di coordinamento per il contrasto alla criminalità ambientale, finalizzato a rafforzare la cooperazione tra magistratura e autorità competenti. Entro maggio 2027 il Governo dovrà inoltre adottare una Strategia nazionale contro i crimini ambientali, con obiettivi, risorse e misure di prevenzione e contrasto.

Il decreto modifica anche la responsabilità amministrativa degli enti prevista dal decreto legislativo 231 del 2001, aumentando le sanzioni per le imprese coinvolte in reati ambientali aggravati e introducendo nuovi obblighi di monitoraggio statistico e trasmissione dei dati alla Commissione europea.

Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale

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