Domenica 12 luglio 2026
Domenica 12 luglio 2026

Società consociata

Home > Territorio e Ambiente > Energia e Ambiente > Ripristino della natura, via libera al decreto: ecco come l’Italia attuerà il regolamento Ue

Ripristino della natura, via libera al decreto: ecco come l’Italia attuerà il regolamento Ue

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo che adegua la normativa italiana al regolamento europeo sul ripristino degli ecosistemi. Coinvolti ministeri, Regioni ed enti locali per il Piano nazionale di recupero ambientale

L’Italia recepisce le disposizioni europee sul ripristino della natura con il decreto legislativo n. 80 dell’8 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 maggio e in vigore dal 31 maggio. Il provvedimento adegua il quadro normativo nazionale al regolamento Ue 2024/1991, che punta al recupero degli ecosistemi degradati, alla tutela della biodiversità e al rafforzamento della resilienza ambientale.

Il decreto individua nel Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e nel Ministero dell’Agricoltura le autorità nazionali competenti per coordinare le attività previste dal regolamento europeo. Al Ministero dell’Ambiente spetteranno in particolare le competenze sul ripristino degli ecosistemi terrestri, marini e urbani, oltre alla tutela degli impollinatori e agli interventi di forestazione, in raccordo con il dicastero dell’Agricoltura.

Tra gli strumenti centrali previsti dal provvedimento figura il Piano nazionale di ripristino, che sarà adottato con decreto ministeriale d’intesa con la Conferenza unificata. Il Piano definirà obiettivi, misure e modalità operative per il recupero degli ecosistemi terrestri, costieri, fluviali, agricoli e forestali, prevedendo anche attività di monitoraggio, consultazione pubblica e trasmissione dei dati alla Commissione europea.

L’attuazione concreta degli interventi coinvolgerà una rete ampia di soggetti istituzionali: Regioni, Province autonome, enti gestori delle aree protette, autorità di bacino, Consorzi di bonifica, Comuni, Province e Città metropolitane, chiamati a intervenire in base alle rispettive competenze territoriali e ambientali.

Il decreto istituisce inoltre presso il Ministero dell’Ambiente un Tavolo di indirizzo e coordinamento strategico, con rappresentanti di diversi ministeri, delle Regioni e degli enti locali, incaricato di assicurare il raccordo tra le amministrazioni coinvolte e monitorare la corretta attuazione del regolamento europeo.

Nessun nuovo onere è previsto per la finanza pubblica: le amministrazioni dovranno infatti operare con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili.

Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Articoli Correlati

rinnovabili industria

Fotovoltaico in area industriale: per il Tar Umbria gli impianti sotto i 5 MW rientrano nell’edilizia libera se rispettano i requisiti di legge

La disciplina speciale sulle fonti rinnovabili prevale sulla classificazione delle aree idonee: nessuna autorizzazione ulteriore per gli impianti solari a terra in zone industriali prive di vincoli diretti....
life 2026

LIFE 2026, al via i nuovi bandi europei per ambiente, clima ed energia pulita

La Commissione europea apre la nuova tornata di finanziamenti a gestione diretta per sostenere progetti innovativi sulla transizione ecologica, la tutela della biodiversità e la resilienza dei sistemi energetici....
mase

CSE 2025, proroga al 30 settembre per gli interventi di efficienza energetica dei Comuni

Il Ministero dell’Ambiente estende i termini per completare le prestazioni e presentare le richieste di accredito del contributo previsto dall’avviso “Comuni per la sostenibilità e l’efficienza energetica”...

ANCI Risponde