L’Italia recepisce le disposizioni europee sul ripristino della natura con il decreto legislativo n. 80 dell’8 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 maggio e in vigore dal 31 maggio. Il provvedimento adegua il quadro normativo nazionale al regolamento Ue 2024/1991, che punta al recupero degli ecosistemi degradati, alla tutela della biodiversità e al rafforzamento della resilienza ambientale.
Il decreto individua nel Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e nel Ministero dell’Agricoltura le autorità nazionali competenti per coordinare le attività previste dal regolamento europeo. Al Ministero dell’Ambiente spetteranno in particolare le competenze sul ripristino degli ecosistemi terrestri, marini e urbani, oltre alla tutela degli impollinatori e agli interventi di forestazione, in raccordo con il dicastero dell’Agricoltura.
Tra gli strumenti centrali previsti dal provvedimento figura il Piano nazionale di ripristino, che sarà adottato con decreto ministeriale d’intesa con la Conferenza unificata. Il Piano definirà obiettivi, misure e modalità operative per il recupero degli ecosistemi terrestri, costieri, fluviali, agricoli e forestali, prevedendo anche attività di monitoraggio, consultazione pubblica e trasmissione dei dati alla Commissione europea.
L’attuazione concreta degli interventi coinvolgerà una rete ampia di soggetti istituzionali: Regioni, Province autonome, enti gestori delle aree protette, autorità di bacino, Consorzi di bonifica, Comuni, Province e Città metropolitane, chiamati a intervenire in base alle rispettive competenze territoriali e ambientali.
Il decreto istituisce inoltre presso il Ministero dell’Ambiente un Tavolo di indirizzo e coordinamento strategico, con rappresentanti di diversi ministeri, delle Regioni e degli enti locali, incaricato di assicurare il raccordo tra le amministrazioni coinvolte e monitorare la corretta attuazione del regolamento europeo.
Nessun nuovo onere è previsto per la finanza pubblica: le amministrazioni dovranno infatti operare con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili.
Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale