Matera non è più solo la città dei Sassi o l’ex Capitale Europea della Cultura; dal 2026 sarà il cuore pulsante del dialogo tra le sponde del Mare Nostrum. È stato presentato nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, il programma ufficiale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Il progetto “Terre Immerse”, punta a trasformare il Mezzogiorno da periferia geografica a piattaforma strategica di diplomazia culturale, collegando l’Europa, l’Africa e il bacino del Mediterraneo.
Il “piano Olivetti” e il ruolo dell’Italia
In un messaggio inviato per l’occasione, il Ministro della Cultura Giuli ha sottolineato il legame indissolubile tra la città e la visione di Adriano Olivetti. Una delle grandi esposizioni del 2026 sarà dedicata all’imprenditore che sognava di integrare cultura, impresa e territorio.
“Matera incarna l’intuizione della cultura come motore di innovazione e inclusione”, ha dichiarato il Ministro, ricordando come il MiC stia investendo nel “Piano Olivetti” per irrobustire i presidi culturali nel Meridione.
Per il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, la designazione è una scelta strategica che conferma l’Italia come punto di riferimento per la cooperazione internazionale, mentre il Sindaco Antonio Nicoletti ha descritto Matera come un “baricentro di dialogo”, capace di generare alleanze durature tra i popoli.
Le 4 “Immersioni”
Il palinsesto si snoda attraverso 4 filoni tematici che accompagneranno i visitatori per tutto l’anno:
- stratificazioni (il tempo): Matera si fa archivio verticale. Appuntamenti: la mostra fotografica di Mimmo Jodice e l’evento “Matera cielo stellato”
- isolamenti (lo spazio): una riflessione sulla spiritualità delle aree interne, con la festa internazionale del vicinato e approfondimenti sul cambiamento climatico
- contaminazioni (la società): il clou sarà il progetto “suoni mediterranei”, un ponte sonoro con la città marocchina di Tétouan (co-capitale 2026), oltre alla mostra su Olivetti.
- transumanze (il movimento): spazio al cinema con italian screens e alle nuove tecnologie con una mostra sull’IA generativa, concludendo con l’opera di arte carceraria “porta della speranza”.
Il sipario si alzerà il 20 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Felicità. La città si trasformerà in un “Cantiere Evento” diffuso, con performance dai balconi e negli spazi urbani e la riapertura del Teatro Duni, simbolo della modernità. Al calar del sole, lo spettacolo si sposterà nei Sassi: una danza di droni trasformerà la Gravina in uno “specchio luminoso”, mentre proiezioni d’avanguardia sulla Rupe del Monterrone uniranno la pietra millenaria alle tecnologie del futuro.
“Non sarà solo un palinsesto di eventi calati dall’alto, spiega la Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando, il modello sarà quello della coproduzione. Attraverso un bando pubblico, le associazioni e i creativi locali saranno i protagonisti, trasformando la cultura in quel “petrolio immateriale” capace di generare futuro per l’intera Basilicata”.
Fonte: Ministero della cultura