Martedì 21 luglio 2026
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MiC, al via la 1° edizione di “Libro Città” con le finaliste della Capitale italiana del libro 2026

Al via masterclass e laboratori di fundraising per le 5 finaliste. Con 'Libro Città' il MiC punta sulla capacità progettuale dei territori per trasformare i dossier in un patrimonio culturale condiviso
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Non solo un vincitore, ma un ecosistema di territori che crescono insieme attraverso la lettura. È stata inaugurata presso il Ministero della Cultura la 1° edizione di “Libro Città”, l’innovativo percorso di formazione e consolidamento progettuale dedicato alle 5 città arrivate alla fase finale per il titolo di Capitale italiana del libro 2026.

L’iniziativa, promossa dal Dipartimento per le attività culturali del MiC e dalla Scuola Nazionale del Patrimonio e delle Attività Culturali, in collaborazione con il Cepell (Centro per il libro e la lettura), segna un cambio di passo nella gestione dei concorsi culturali. Il progetto coinvolge le eccellenze che si sono sfidate per il titolo 2026:

  • Pistoia (Città vincitrice)
  • Carmagnola (Torino)
  • Nardò (Lecce)
  • Perugia
  • Tito (Potenza)

Nato nel 2020 sulla scia del successo della Capitale della Cultura e ispirato ai modelli UNESCO, il titolo di Capitale del Libro ha l’obiettivo di stimolare l’editoria e la lettura e con “Libro Città”, il Ministero punta a non disperdere il lavoro svolto dalle città non selezionate.

L’idea è ambiziosa: trasformare i dossier di candidatura in piani d’azione concreti, evitando che mesi di progettazione finiscano nel dimenticatoio dopo l’assegnazione del titolo. Il programma mira a dotare le amministrazioni locali degli strumenti necessari per dare un futuro alle reti e alle competenze attivate durante la competizione. Il percorso si articola in momenti di condivisione e focus a tema:

  • networking e formazione: una masterclass di scambio e 2 corsi specialistici su temi cruciali per la sostenibilità culturale: la creazione di partenariati e le strategie di fundraising.
  • supporto alle finaliste: per le 4 città che non hanno ottenuto il titolo (Carmagnola, Nardò, Perugia e Tito), sono previsti workshop personalizzati. L’obiettivo è supportare l’attuazione di almeno una delle idee progettuali contenute nei loro dossier originali attraverso incontri diretti con esperti e docenti.

L’iniziativa si inserisce nella cornice del Piano Olivetti per la Cultura, riflettendone i valori cardine: educazione civica, socialità e rigenerazione dei territori. “Libro Città” non è solo un corso di aggiornamento, ma un investimento sulla capacità dei comuni di farsi motori di sviluppo intellettuale. Per i territori coinvolti, inizia la sfida: dimostrare che un dossier di candidatura non è solo un sogno nel cassetto, ma il 1° capitolo di una nuova storia culturale.

Fonte: Ministero della cultura

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