L’Italia si conferma la “regina” delle 4 ruote in Europa, ma il primato nasconde profonde contraddizioni. Secondo gli ultimi dati Istat relativi al 2024, il tasso di motorizzazione ha raggiunto la quota record di 701 autovetture ogni 1.000 abitanti, una cifra che si stacca dalla media dell’Unione Europea (ferma a 578) e continua a crescere (+4,5% dal 2020), a differenza di quanto accade in Germania, Francia e Spagna dove il mercato appare saturo o in contrazione.
Stop ai combustibili fossili
Nonostante l’aumento complessivo dei veicoli, il 2024 segna un punto di svolta ambientale: per la prima volta nella storia recente, il numero di veicoli alimentati esclusivamente a combustibili fossili (benzina, gasolio e gas) non è aumentato rispetto all’anno precedente, registrando un decremento dello 0,02%.
Un segnale positivo che deve fare i conti con una realtà strutturale pesante: il 90% del parco circolante dipende dai derivati del petrolio. Se al Nord-est l’indice del potenziale inquinante è sceso sotto quota 100 (segnando un equilibrio tra auto “pulite” e inquinanti), il Sud e le Isole restano indietro nel ricambio tecnologico.
Napoli e Catania le città più esposte
L’analisi territoriale evidenzia una spaccatura tra Nord e Sud anche sul fronte della pressione ambientale, Napoli, Catania, Palermo e Messina risultano le più esposte alla pressione del traffico. Al polo opposto si posizionano Bologna e Venezia, che vantano i valori più bassi sia per potenziale inquinante che per densità veicolare (veicoli per km²). Il problema principale resta l’obsolescenza: il 24% delle auto ha più di 20 anni, una percentuale doppia rispetto alla Francia (12,5%) e alla Germania (10%), un dato che spiega la difficoltà nel ridurre drasticamente le emissioni nocive dei centri urbani.
Elettrico e ibrido, una crescita che perde smalto
Sebbene il comparto delle auto a basse emissioni continui a espandersi (+31% nel 2024), il ritmo della transizione perde velocità. Il tasso di crescita, che nel 2022 sfiorava il 50%, è in calo, ad oggi, le auto elettriche pure rappresentano lo 0,7% del totale, mentre le ibride toccano il 7%.
La diffusione di queste tecnologie è a macchia di leopardo: la “rivoluzione green” corre sui viali di Torino, Milano, Bologna e Monza (dove l’elettrificato oscilla tra il 13% e il 15%), ma stenta a decollare nel resto del Paese, frenata da una capacità di ricambio del parco veicolare ancora troppo debole nelle aree economicamente meno dinamiche.
Fonte: ISTAT