Rigenerazione urbana: i Comuni restituiscono spazi dismessi alle comunità
Urbanistica 30 Aprile 2026, di Danilo Grossi
Il tema è al centro di un servizio andato in onda su Rai 1 durante Uno Mattina. Treviso recupera l'ex caserma Salsa per giovani, università e sport. Roma trasforma l'area dell'ex caserma dell'Aeronautica nell'Ostiense in nuovi spazi pubblici. La parola all'esperta ANCI Valentina Orioli: «Si dà un nuovo significato a parti di città insieme agli abitanti».
Riuso degli spazi Nuove funzioni per edifici e aree dismesse senza consumo di suolo
Comunità protagoniste Cittadini coinvolti nel progetto, non solo informati
Qualità urbana Verde, piazze e servizi come infrastrutture per il benessere
La rigenerazione urbana torna al centro del dibattito pubblico e trova spazio nel racconto televisivo nazionale. In questa settimana Rai 1, nel corso della trasmissione Uno Mattina, ha dedicato un ampio servizio al tema del riuso degli spazi urbani dismessi, portando in studio esperienze concrete di trasformazione che vedono protagonisti i Comuni italiani. Tra gli interventi, quello della professoressa Valentina Orioli, docente al Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna ed esperta ANCI, che ha offerto una definizione precisa e operativa del concetto.
Cos’è la rigenerazione urbana: la parola all’esperta ANCI
Valentina Orioli ha chiarito che la rigenerazione urbana non è semplicemente ristrutturazione edilizia, ma un processo più profondo e partecipato:
“La rigenerazione urbana è un processo di nuovo uso di spazi ed edifici già esistenti nella città, immaginando nuove funzioni e, in alcuni casi, anche trasformazioni edilizie. In questo modo si dà un nuovo significato a parti di città insieme agli abitanti, coinvolgendo le comunità non soltanto come cittadini informati, ma anche nel progetto di queste trasformazioni.” — Prof.ssa Valentina Orioli, Università di Bologna – esperta ANCI
L’esperta ha poi esemplificato questo approccio con il caso di Treviso, dove il recupero di una caserma militare dismessa apre la strada a una nuova stagione legata alla conoscenza e alla produzione culturale giovanile: «I cittadini possono essere protagonisti se vengono coinvolti in percorsi che portano alla trasformazione dei beni urbani rispetto al loro significato originario».
Treviso: dall’ex caserma Salsa a un polo per i giovani
Il sindaco di Treviso Mario Conte ha illustrato in diretta il progetto di recupero dell’ex caserma Salsa, un’area rimasta abbandonata per decenni e oggi al centro di un ambizioso piano di riconversione. L’intervento punta a farne un polo integrato per la vita universitaria, lo sport e il tempo libero:
“Ci troviamo all’interno di uno spazio che era stato abbandonato da decenni e che oggi diventerà un luogo interamente destinato ai giovani, attraverso lo sport e la formazione. Questo progetto restituirà alla città di Treviso un’area che verrà dedicata alla didattica e alla vita universitaria, con aule e laboratori. Realizzeremo anche un bosco urbano, che sarà parte integrante del progetto, insieme a uno studentato: ospitalità, formazione, sport e tempo libero.” — Mario Conte, Sindaco di Treviso
Il progetto dell’ex caserma Salsa rappresenta un modello di rigenerazione integrata: l’area torna alla città non con una singola funzione, ma con un mix di destinazioni — formazione universitaria, residenza studentesca, attività sportive, verde urbano — capace di rispondere alle esigenze di una generazione e di rivitalizzare un intero quartiere.
Roma Ostiense: la caserma dell’Aeronautica diventa spazio pubblico
Da Treviso a Roma, dove l’assessore Giuseppe Battaglia ha raccontato l’intervento nell’area dell’ex caserma dell’Aeronautica militare nel quartiere Ostiense. Un caso che mette in luce anche la dimensione patrimoniale della rigenerazione: l’immobile è stato acquisito da Roma Capitale gratuitamente attraverso il federalismo culturale, grazie al rapporto con l’Agenzia del Demanio.
“Grazie al rapporto con il Demanio, siamo riusciti ad acquisire questo immobile gratuitamente. Da lì siamo partiti per realizzare un progetto di rigenerazione urbana. Questo intervento punta a restituire nuovi spazi pubblici al quartiere: stiamo realizzando una piazza che ospiterà un mercato settimanale, oltre a una serie di aule studio e a interventi di edilizia residenziale pubblica. È una dimostrazione concreta di quanto questa operazione sia stata importante, perché restituiamo questi spazi ai cittadini dell’Ostiense.” — Giuseppe Battaglia, Assessore Roma Capitale
Il caso romano illustra bene la leva del federalismo demaniale come strumento al servizio della rigenerazione: immobili pubblici inutilizzati possono tornare in mano ai Comuni e trasformarsi in servizi concreti per i quartieri — piazze, mercati, aule studio, residenze pubbliche — senza gravare sulla spesa di acquisto.
Rigenerazione urbana e consumo di suolo: un binomio inscindibile
Nel corso della trasmissione è stato richiamato con forza il nesso tra rigenerazione urbana e contrasto al consumo di suolo. Recuperare ciò che esiste — caserme dismesse, aree industriali abbandonate, edifici in disuso — significa evitare l’espansione urbana su terreni liberi, preservare la capacità produttiva del suolo agricolo e migliorare la qualità complessiva degli spazi pubblici già costruiti.
A questo si aggiunge il tema del verde urbano come infrastruttura per il benessere: boschi urbani, parchi, aree permeabili non sono ornamenti ma elementi strutturali della città sostenibile, capaci di mitigare le isole di calore, gestire le acque meteoriche e migliorare la qualità dell’aria. Il bosco urbano previsto nel progetto di Treviso ne è un esempio concreto.
Il ruolo centrale dei Comuni
Le esperienze raccontate a Uno Mattina confermano che i Comuni sono gli attori indispensabili nei processi di trasformazione urbana. Sono le amministrazioni locali a intercettare le aree dismesse, a costruire i progetti, a coordinare i soggetti coinvolti — università, Demanio, associazioni, cittadini — e a garantire che il risultato finale risponda ai bisogni reali delle comunità.
Si tratta di un ruolo che richiede competenze tecniche, capacità di regia e visione strategica di lungo periodo. Ma anche strumenti adeguati: norme urbanistiche flessibili, risorse finanziarie dedicate, procedure semplificate per il recupero del patrimonio pubblico. La rigenerazione urbana non è un processo spontaneo: è il frutto di una scelta politica e amministrativa precisa, che mette al centro la qualità della città e la partecipazione dei cittadini.
Fonte: servizio trasmesso su Rai 1, Uno Mattina. Interventi di Valentina Orioli (Università di Bologna – esperta ANCI), Mario Conte (Sindaco di Treviso) e Giuseppe Battaglia (Assessore Roma Capitale).