Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva un decreto legislativo che dà attuazione a due direttive europee del 2024, introducendo un rafforzamento significativo degli organismi per la parità in Italia.
Il provvedimento punta a rendere più efficaci e incisivi gli enti incaricati di prevenire e contrastare le discriminazioni. In particolare, viene ampliato il loro raggio d’azione, che copre diversi ambiti: dal lavoro all’accesso a beni e servizi, fino alla sicurezza sociale. Le tutele riguardano discriminazioni fondate su razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età, orientamento sessuale e genere.
Uno degli elementi centrali della riforma è il rafforzamento dell’indipendenza di questi organismi, che dovranno operare senza interferenze esterne e con adeguate risorse. Vengono inoltre potenziate le loro funzioni: oltre all’assistenza alle vittime di discriminazione, potranno svolgere attività di monitoraggio, indagine e promozione della parità di trattamento, anche attraverso raccomandazioni e pareri.
Il decreto prevede anche una maggiore accessibilità per i cittadini, con strumenti più semplici per segnalare casi di discriminazione e ottenere supporto. Allo stesso tempo, viene incoraggiata la cooperazione con altre istituzioni, a livello nazionale ed europeo, per garantire un’applicazione uniforme delle norme.
Un ulteriore aspetto riguarda la parità tra uomini e donne nel mondo del lavoro: le nuove disposizioni rafforzano le garanzie contro le discriminazioni di genere, promuovendo condizioni più eque in termini di occupazione, retribuzione e carriera.
Il testo approvato tiene conto dei pareri delle Commissioni parlamentari e si inserisce nel quadro più ampio delle politiche europee volte a consolidare i diritti fondamentali e l’uguaglianza sostanziale tra le persone.
Fonte: Comunicato stampa Consiglio dei Ministri