Presso la sede nazionale ANCI a Roma è stata ufficialmente sottoscritta la nascita della Rete Italiana dei Comuni e delle Comunità Castanicole, una nuova realtà di cooperazione territoriale dedicata alla tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale ed economico legato al castagno. Un’iniziativa che nasce dal basso, promossa da due Comuni simbolo – Terelle (FR) e Corleto Monforte (SA) – ma che punta a proiettarsi su scala nazionale ed europea.
Un’alleanza strategica tra territori
L’iniziativa è stata ideata e coordinata da ResMed – Rete di Economia Solidale del Mediterraneo, con il contributo determinante dell’Associazione Nazionale Città del Castagno. La firma dell’atto costitutivo ha riunito amministratori e rappresentanti istituzionali da tutta Italia, confermando la vocazione nazionale e la prospettiva internazionale del progetto.
Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco di Corleto Monforte Filippo Ferraro, la Sindaca di Terelle Fiorella Gazzellone, il sociologo Arduino Fratarcangeli per il programma RESMED e il Presidente dell’Associazione Nazionale Città del Castagno Lorenzo Fazzi.
«Fare rete significa rafforzare le nostre comunità e generare nuove opportunità per i territori interni, valorizzando identità, tradizioni e risorse locali»
Gli obiettivi della Rete
La Rete nasce con una missione articolata e orientata alla sostenibilità di lungo periodo. I tre pilastri strategici che ne guidano l’azione sono:
Valorizzare e promuovere le produzioni castanicole italiane, sostenendo le filiere locali e i produttori agricoli
Tutelare il paesaggio castanicolo e incentivare il turismo rurale come leva di sviluppo per le aree interne
Rafforzare la cooperazione tra territori e comunità locali, anche in chiave europea e mediterranea
786.000 haSuperficie castagneti italiani Prima in Europa per estensione
~50.000Aziende castanicole attive Filiera agroalimentare e forestale
>5.000Comuni nelle aree interne Potenziali beneficiari della Rete
La voce di Terelle: il castagno come leva di rinascita
Nel suo intervento, la Sindaca di Terelle Fiorella Gazzellone ha saputo restituire tutta la profondità simbolica e strategica dell’iniziativa. Per Terelle – piccolo comune del frusinate adagiato tra i castagneti dei Monti Aurunci – la castanicoltura non è una semplice attività agricola: è identità, memoria collettiva, prospettiva di futuro.
«I nostri castagneti sono molto più di una ricchezza agricola: rappresentano l’anima della nostra comunità, un patrimonio vivo che racconta chi siamo e da dove veniamo» – Sindaca Fiorella Gazzellone
Al centro della visione di Terelle vi è il sostegno concreto alle aziende agricole e ai produttori locali, identificato come elemento cardine per creare occupazione qualificata, rafforzare l’economia del territorio e contrastare lo spopolamento che affligge tante aree interne italiane. Investire nella castanicoltura diventa così una scelta insieme economica e politica, orientata alla resilienza sociale e alla vitalità comunitaria.
La Rete rappresenta per questi territori uno spazio di confronto e crescita: un’opportunità concreta per condividere esperienze, valorizzare modelli virtuosi già esistenti e sviluppare progettualità innovative. Vi sono realtà che hanno già saputo coniugare tradizione e innovazione nella filiera castanicola, e da queste esperienze è possibile trarre ispirazione per rafforzare la competitività dell’intero comparto.
Una rete per il futuro delle aree interne
La Rete Italiana dei Comuni e delle Comunità Castanicole si candida a diventare un punto di riferimento nazionale per le politiche di sviluppo delle aree interne, promuovendo un modello fondato su tre valori: sostenibilità, cooperazione e innovazione.
Il progetto intende incidere anche sul piano delle politiche europee, in sinergia con le strategie di cooperazione mediterranea e con i programmi comunitari dedicati allo sviluppo rurale e alla tutela del paesaggio. La dimensione europea non è un obiettivo lontano, ma una componente già presente nell’impostazione iniziale della Rete.
Per i Comuni delle aree interne che ospitano castagneti storici, questa iniziativa offre strumenti concreti: accesso a reti di competenze, opportunità di co-progettazione, visibilità istituzionale e la possibilità di trasformare un patrimonio naturale e culturale in sviluppo economico reale e duraturo.