Nel 2024 l’agriturismo in Italia conferma la sua vitalità, con 26.360 aziende attive, in aumento dello 0,9% rispetto al 2023. Il Mezzogiorno si distingue per il ritmo di crescita più elevato (+2,5%), con le Isole in testa (+6,1%), e in particolare la Sicilia (+8,9%). Il Nord resta la macroarea con il maggior numero di strutture, soprattutto nel Nord-est, mentre il Centro, guidato dalla Toscana, mantiene una quota significativa di aziende.
L’offerta agrituristica si amplia: 21.440 aziende propongono alloggio, 13.092 ristorazione e 6.750 degustazioni, con una crescente integrazione tra servizi. L’abbinamento alloggio-degustazione cresce del 4,3%, trainato dalle Isole (+9,8%). Parallelamente, i servizi complementari, tra cui escursioni, attività sportive e fattorie didattiche, coinvolgono il 50% delle strutture, rispondendo alle esigenze di esperienze più articolate da parte dei visitatori.
Gli agrituristi superano i 4,7 milioni, con una permanenza media di 3,6 giorni. La clientela straniera rappresenta ormai il 54,8% del totale, con concentrazione nel Centro e nel Nord-est. Nonostante la crescita, il valore economico del settore aumenta del 3,3% raggiungendo circa 1,93 miliardi di euro, segnalando una progressione moderata ma stabile.
Il radicamento territoriale resta solido: il 63,7% dei Comuni italiani ospita almeno un agriturismo e la densità è più alta nel Centro e nel Nord-est. La stabilità del settore emerge anche dall’equilibrio tra nuove autorizzazioni e cessazioni, con il Mezzogiorno e le Isole a guidare il saldo positivo. L’agriturismo si conferma così non solo come strumento di ospitalità rurale, ma anche come leva per la valorizzazione dei territori e delle tradizioni locali.