Il Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole allo schema di regolamento sugli impianti di desalinizzazione, segnando un passaggio rilevante nel processo di riforma della disciplina del settore idrico. L’intervento punta a superare la frammentazione normativa attuale, introducendo regole più chiare e procedure semplificate per la realizzazione e la gestione degli impianti.
Il nuovo impianto regolatorio si inserisce nel più ampio quadro delle politiche nazionali per il contrasto alla crisi idrica e alla siccità, sempre più frequenti negli ultimi anni. Le linee guida prevedono criteri uniformi per le autorizzazioni, una razionalizzazione degli iter burocratici e maggiore coordinamento tra amministrazioni centrali e territoriali, con l’obiettivo di accelerare la realizzazione delle infrastrutture.
Particolare attenzione viene posta agli aspetti ambientali e sanitari: il regolamento mira infatti a garantire la tutela degli ecosistemi marini, il controllo della salamoia prodotta dagli impianti e la sicurezza dell’acqua destinata al consumo umano.
Nel comunicato del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il viceministro Vannia Gava ha definito il parere “un passo decisivo verso una disciplina nazionale chiara e moderna”, sottolineando come il nuovo assetto normativo introduca “criteri uniformi e procedure semplificate, garantendo tutela ambientale, sicurezza sanitaria e sviluppo delle infrastrutture idriche”.
Secondo il Ministero, la riforma rappresenta un risultato di coordinamento tra amministrazioni e risponde alle esigenze di cittadini, enti locali e imprese, in un’ottica di sostenibilità e semplificazione amministrativa.
In Italia, la desalinizzazione è considerata una delle possibili soluzioni strutturali per fronteggiare la crescente scarsità d’acqua, insieme al riuso delle acque reflue e al miglioramento delle reti idriche, nel quadro delle strategie nazionali di adattamento ai cambiamenti climatici.
Fonte: MASE