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Carburanti, sostegni a imprese e trasporti: il governo vara il decreto contro il caro energia

Dal taglio temporaneo delle accise ai crediti d’imposta per autotrasporto e agricoltura, fino al rifinanziamento di ex Ilva e al rinnovo del trasporto pubblico locale: le misure del decreto legge entrato in vigore il 23 maggio.

Il governo ha approvato un nuovo decreto-legge con misure urgenti per fronteggiare gli effetti del caro carburanti e sostenere imprese e attività economiche colpite dal protrarsi della crisi dei mercati internazionali. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio ed entrato in vigore il giorno successivo, interviene su più fronti: dal contenimento dei prezzi energetici agli aiuti per agricoltura e autotrasporto, fino al trasporto pubblico locale e al dossier ex Ilva.

Tra le misure principali figura la riduzione temporanea delle accise sui carburanti, in vigore dal 23 maggio al 6 giugno 2026. Le aliquote vengono rideterminate per benzina, gasolio, GPL e gas naturale utilizzato come carburante, con l’obiettivo di contenere gli aumenti dei prezzi energetici.

Il decreto proroga inoltre i crediti d’imposta destinati all’autotrasporto e all’agricoltura. Per il settore dei trasporti su gomma il beneficio viene esteso fino a giugno 2026 e le risorse aumentano da 100 a 300 milioni di euro. Sul fronte agricolo, oltre all’incremento degli stanziamenti già previsti, viene introdotto un nuovo contributo straordinario per compensare il rincaro dei fertilizzanti: le imprese agricole potranno beneficiare di un credito d’imposta fino al 30% delle spese sostenute tra marzo e maggio, entro un tetto massimo di 40 milioni di euro.

Novità anche per il trasporto pubblico locale, con un incremento strutturale di 80 milioni di euro annui al fondo nazionale destinato a coprire i costi del rinnovo contrattuale del settore.

Una parte rilevante del provvedimento riguarda poi il comparto siderurgico. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy viene autorizzato a trasferire fino a 100 milioni di euro ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria per garantire la continuità operativa degli impianti ex Ilva durante la fase di vendita.

Il decreto contiene infine un rinvio delle scadenze fiscali per autonomi, partite Iva, forfettari e soggetti interessati dagli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa): i versamenti previsti entro il 30 giugno potranno essere effettuati entro il 20 luglio senza maggiorazioni, oppure nei 30 giorni successivi con un interesse dello 0,8%.

Le misure previste comportano un impatto complessivo di centinaia di milioni di euro, coperto attraverso una rimodulazione di diversi fondi statali. Il testo dovrà ora essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni.

Il testo del provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale

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