Rapporto Eurostat: nel 2025 prosegue il calo delle importazioni energetiche
Energia e Ambiente 30 Marzo 2026, di lg
Rispetto al 2024 il valore degli acquisti scende dell'11%, balza l'import di gas liquefatto (+35%). Stati Uniti e Norvegia si confermano partner strategici per l'autonomia di Bruxelles.
L’Unione Europea continua a rimodulare il profilo energetico, consolidando un trend di riduzione della dipendenza dall’estero che dura dal 2022. Secondo gli ultimi dati rilasciati da Eurostat, nel 2025 il valore delle importazioni di prodotti energetici è sceso a 337 mld. di euro, segnando una contrazione dell’11% rispetto all’anno precedente. Se il calo in termini di massa netta appare contenuto (-0,6%, per un totale di 723 mln. di tonnellate), il confronto sul lungo periodo evidenzia una trasformazione strutturale: dal 2022 a oggi, il valore delle importazioni è dimezzato (-51%), passando dai 700 mld. del post-crisi agli attuali 336.
Il mix energetico: giù il petrolio, vola il GNL
L’analisi per comparto rivela dinamiche opposte tra le diverse fonti fossili:
petrolio: si registra una flessione, gli olii petroliferi hanno visto calare il valore del 18%, accompagnato da una riduzione dei volumi del 6%.
gas naturale liquefatto (GNL): in controtendenza rispetto al dato aggregato, il gnl segna una crescita, il valore è aumentato del 35% e il volume del 24%, confermandosi come la risorsa chiave per la flessibilità energetica europea.
gas allo stato gassoso: una dinamica particolare caratterizza il metano che viaggia via tubo; a fronte di una diminuzione dei volumi del 5%, il valore economico è cresciuto del 3%.
La leadership di Washington e Oslo
Il panorama dei partner commerciali vede il consolidamento degli Stati Uniti e della Norvegia, pilastri della sicurezza energetica dell’Unione:
prodotto
fornitore
quota di mercato
Petrolio
Stati Uniti
15%
Gas Liquefatto (GNL)
Stati Uniti
56%
Gas Naturale (gassoso)
Norvegia
52%
Gli USA dominano il mercato del GNL, fornendo la metà del totale importato da Bruxelles. La Norvegia resta il punto di riferimento per il gas naturale via condotta, coprendo il 52% del fabbisogno, seguita dall’Algeria (17%). Nonostante gli sforzi di diversificazione, la Russia compare tra i fornitori di rilievo per il gas naturale (10%) e per il GNL (14%), sebbene il peso sia ridimensionato rispetto al passato. I dati confermano una stabilità ritrovata e una maggiore efficienza nell’approvvigionamento, pur evidenziando il costo ancora variabile della transizione verso fornitori extra-europei.