Un segnale d’allarme globale: la media scende per la prima volta
Il Corruption Perceptions Index (CPI) 2025, pubblicato da Transparency International, misura i livelli di corruzione percepita nel settore pubblico di 182 Paesi e territori attraverso 13 fonti di dati indipendenti, su una scala da 0 (altamente corrotto) a 100 (molto trasparente). Quest’anno il risultato più significativo è anche il più preoccupante: la media globale scende per la prima volta in più di un decennio, attestandosi a 42 punti su 100.
Il quadro che emerge è disomogeneo ma tendenzialmente deteriorato. Solo 15 Paesi riescono a superare quota 75, e di questi appena cinque superano gli 80 punti. Al contrario, oltre due terzi dei Paesi analizzati (il 68%) si colloca al di sotto della soglia di 50, segnale di problemi seri nella maggior parte del pianeta. In cima alla classifica si conferma la Danimarca, con 89 punti, prima per l’ottavo anno consecutivo.
1 Danimarca 89 stabile Modello di riferimento europeo per la trasparenza locale
8 Germania 77 +1 Buone pratiche di procurement digitale
20 Francia 66 -5 Scandali recenti su finanziamento partiti
21 Italia 53 +2 Lieve miglioramento, margini ampi di crescita
24 USA 64 -11 Minimo storico; rischi sistemici da disimpegno antifrode
25 Ungheria 40 -16 Forte calo legato a backsliding democratico e fondi UE
Selezione di Paesi rilevanti per il contesto europeo e italiano — Fonte: Transparency International, CPI 2025
Democrazia e lotta alla corruzione: un legame inscindibile
I dati del CPI 2025 confermano con forza una correlazione già emersa negli anni precedenti: i Paesi con democrazie consolidate controllano la corruzione in modo significativamente più efficace rispetto a regimi ibridi o autoritari. Le democrazie piene ottengono un punteggio medio di 71/100, contro 47 delle democrazie imperfette e soltanto 32 dei regimi non democratici.
Il meccanismo alla base è chiaro: istituzioni di controllo indipendenti — parlamenti che vigilano sui bilanci, magistrature autonome, organi di audit con accesso ai dati, commissioni elettorali che fanno rispettare le regole — rappresentano il principale argine contro l’abuso di potere. Quando questi contrappesi vengono erosi, aumentano le opportunità per atti corruttivi e le politiche pubbliche si allontanano dall’interesse collettivo.
Tipo di regime Punteggio medio CPI 2025 Trend corruzione
Democrazie consolidate 71/100 Controllo efficace
Democrazie imperfette 47/100 Rischi crescenti
Regimi non democratici 32/100 Corruzione sistemica
Punteggio medio CPI 2025 per tipo di regime — Fonte: Economist Intelligence Unit’s Democracy Index / Transparency International
Il caso Italia: 53 punti, miglioramento lento ma costante
L’Italia ottiene nel 2025 un punteggio di 53/100, posizionandosi al 21° posto nella graduatoria globale. Si tratta di un lieve miglioramento rispetto al passato (+2 punti rispetto al 2012), ma il margine rispetto ai migliori Paesi europei — Germania a 77, Paesi Bassi a 78, Irlanda a 76 — rimane considerevole. La percezione di corruzione nel settore pubblico italiano continua a essere più elevata rispetto alla media dell’Europa occidentale, che si attesta a 64/100.
I progressi registrati sono in parte riconducibili a riforme istituzionali e all’intensificazione dell’attività di enforcement, ma Transparency International segnala che la traduzione delle misure formali — in materia di lobbying, trasparenza nei finanziamenti politici, conflitti di interesse — in pratica effettiva resta ancora incompleta. Per i Comuni, questo ha una ricaduta diretta: la qualità della governance locale incide sulla percezione complessiva del Paese.
“Nei Paesi con miglioramenti a lungo termine nei punteggi CPI, si osserva uno sforzo sostenuto da parte di leader politici e regolatori per attuare ampie riforme legali e istituzionali. Punteggi persistentemente bassi o in calo vanno di pari passo con l’erosione dei contrappesi democratici e con la politicizzazione dei sistemi giudiziari.”
— Transparency International, Corruption Perceptions Index 2025
Spazio civico e liberta di stampa: sentinelle della legalita
Uno degli elementi più innovativi del rapporto 2025 riguarda la correlazione tra spazio civico e corruzione: i Paesi con libertà di espressione, associazione e riunione pienamente garantite ottengono un punteggio medio di 68/100, contro 30 di quelli con spazio civico chiuso. Tra i due estremi, il punteggio medio scende progressivamente al ridursi delle libertà civili.
Questo dato è particolarmente rilevante per gli enti locali: la presenza di una stampa locale attiva, di associazioni civiche e di meccanismi di partecipazione pubblica non è solo un valore in sé, ma rappresenta un presidio concreto contro malversazioni e opacità amministrativa. Dal 2012 a oggi, in 36 dei 50 Paesi con le più significative cadute nel CPI si è registrata una contestuale riduzione dello spazio civico.
Il rapporto dedica inoltre attenzione al tema dei giornalisti uccisi per aver indagato su casi di corruzione: 150 da aree non in conflitto dal 2012 a oggi, oltre il 90% in Paesi con punteggio inferiore a 50. Un segnale che la libertà di informare e la lotta alla corruzione sono strettamente interdipendenti.
Servizi pubblici e disuguaglianza: l’impatto quotidiano
Il CPI 2025 approfondisce anche il nesso tra corruzione, qualità dei servizi pubblici e disuguaglianza. Nei Paesi con punteggi più elevati, i servizi sanitari di base risultano più accessibili e di qualità superiore: nei Paesi con CPI tra 80 e 100 la copertura di servizi sanitari essenziali tocca quota 87, contro 56 dei Paesi nella fascia 0-19.
Per i Comuni italiani, questo dato ha un doppio significato. Da un lato, conferma che investire in trasparenza e integrità amministrativa non è solo un obbligo formale ma produce effetti diretti sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini. Dall’altro, segnala che le fasce più vulnerabili della popolazione — quelle che dipendono maggiormente dai servizi pubblici locali — sono le prime a pagare il prezzo di una governance opaca o inefficace.
Quando i fondi vengono dirottati, gli appalti gonfiati artificialmente o l’accesso ai servizi subordinato a pagamenti informali, sono i nuclei familiari a reddito più basso a subire le conseguenze più gravi. La corruzione funziona come una tassa regressiva: preleva una quota proporzionalmente maggiore sui redditi bassi e toglie opportunità proprio a chi ne ha di meno.
Cosa possono fare i Comuni: indicazioni pratiche
I dati del CPI 2025 suggeriscono un percorso chiaro per gli enti locali che vogliono contribuire al miglioramento della percezione di legalita e trasparenza in Italia. Transparency International individua cinque aree di intervento prioritarie, tutte pienamente applicabili a livello comunale.
La prima riguarda l’indipendenza e l’accessibilita degli organi di giustizia e controllo interno: promuovere nomine trasparenti, garantire risorse adeguate agli uffici di controllo e rendere pubbliche le decisioni. La seconda e la tutela degli spazi civici locali: sostenere il volontariato, la stampa locale e i meccanismi di partecipazione, anziché limitarli. La terza affronta la trasparenza nel finanziamento della vita politica locale e nella regolazione dei conflitti di interesse. La quarta promuove la digitalizzazione dei servizi e degli appalti, uno degli strumenti piu efficaci per ridurre discrezionalita e opacita. La quinta, infine, riguarda l’equita nell’accesso ai servizi: sistemi di monitoraggio che impediscano fenomeni di clientelismo e favoriscano allocazione basata sul bisogno.
“I Paesi con istituzioni di supervisione piu forti ed elezioni libere e corrette tendono a mostrare una maggiore resilienza ai rischi di corruzione. La trasparenza sui finanziatori dei partiti politici e un tetto alle donazioni sono indispensabili per garantire che la democrazia sia protetta dall’influenza indebita.”
— Transparency International, Corruption Perceptions Index 2025
La sfida della fiducia: perche conta anche per i piccoli Comuni
In un momento in cui la fiducia nelle istituzioni e messa alla prova in molti Paesi, il CPI 2025 ricorda che la corruzione non e un fenomeno astratto: ha nomi, indirizzi, strade, uffici. Colpisce le persone piu fragili, erode la fiducia pubblica, allontana gli investimenti e alimenta la polarizzazione politica.
Per i Comuni italiani, anche quelli di piccole dimensioni, il messaggio e chiaro: ogni scelta di trasparenza — un bando pubblico ben fatto, un accesso agli atti garantito, una comunicazione istituzionale onesta — contribuisce a migliorare la percezione complessiva del sistema. L’Italia ha ancora un divario considerevole da colmare rispetto ai migliori Paesi europei. Colmarlo passa anche, e forse soprattutto, dai territori.
Metodologia CPI 2025
Il Corruption Perceptions Index 2025 misura la corruzione percepita nel settore pubblico di 182 Paesi e territori.
Si basa su 13 fonti di dati indipendenti che raccolgono le opinioni di esperti e imprenditori.
La scala va da 0 (Paese altamente corrotto) a 100 (Paese molto pulito).
Fonte: Transparency International, Corruption Perceptions Index 2025 (pubblicazione: febbraio 2026).