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Il Senato istituisce una Commissione d’inchiesta sulla disinformazione online

L’organismo parlamentare indagherà sulla diffusione intenzionale di notizie false sul web, sul ruolo delle piattaforme digitali e sugli effetti delle nuove tecnologie, con l’obiettivo di tutelare il diritto all’informazione e contrastare odio e manipolazione dell’opinione pubblica
giornale dei comuni

Il Senato ha deliberato l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla diffusione intenzionale e massiva di informazioni false attraverso internet e sui suoi effetti sul diritto all’informazione e sulla libera formazione dell’opinione pubblica. La Commissione opererà fino al termine della XIX legislatura e dovrà presentare una relazione finale con le conclusioni dell’attività svolta.

L’organismo, composto da sedici senatori nominati dal Presidente del Senato in proporzione ai gruppi parlamentari, avrà il compito di indagare sui fenomeni di disinformazione diffusi tramite media tradizionali, social network e altre piattaforme digitali. L’attenzione sarà rivolta in particolare alla diffusione di contenuti falsi o manipolati, alla creazione di identità digitali fittizie e all’utilizzo dei dati degli utenti per produrre informazioni personalizzate e potenzialmente ingannevoli.

La Commissione dovrà inoltre verificare se tali attività siano riconducibili a soggetti organizzati, anche a livello internazionale, che possano agire con il sostegno finanziario di attori interni o esteri per influenzare l’opinione pubblica, soprattutto in occasione di consultazioni elettorali o referendarie.

Tra i compiti assegnati rientra anche l’analisi dell’impatto dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie sui fenomeni di disinformazione, con particolare attenzione alla tutela dei dati personali e ai rischi legati all’uso improprio delle informazioni sensibili. L’organismo dovrà inoltre verificare l’efficacia della normativa vigente e delle procedure adottate da media e piattaforme digitali per rimuovere contenuti falsi o illeciti, garantendo allo stesso tempo la tutela della libertà di espressione e di stampa.

La Commissione potrà proporre interventi normativi o amministrativi per rafforzare la prevenzione e il contrasto alla disinformazione, promuovere iniziative educative e culturali per migliorare la capacità critica dei cittadini e avanzare misure per contrastare fenomeni come deepfake, hate speech, bullismo e cyberbullismo online.

Per lo svolgimento delle indagini la Commissione disporrà degli stessi poteri dell’autorità giudiziaria, pur con i limiti previsti dalla legge, e potrà acquisire atti e documenti da amministrazioni pubbliche, autorità giudiziarie e altre inchieste parlamentari. Le spese di funzionamento sono fissate in un massimo di 50 mila euro annui a carico del bilancio interno del Senato.

Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale

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