Venerdì 17 luglio 2026
Venerdì 17 luglio 2026

Società consociata

Home > Diritto e Appalti > Legalità > ANAC, nuovi schemi per gli obblighi dichiarativi: la delibera pubblicata in Gazzetta Ufficiale

ANAC, nuovi schemi per gli obblighi dichiarativi: la delibera pubblicata in Gazzetta Ufficiale

Dieci modelli standard per inconferibilità e incompatibilità: più trasparenza e controlli nella prevenzione della corruzione
giornale dei comuni

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha approvato dieci schemi standardizzati per disciplinare l’assolvimento degli obblighi dichiarativi in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi pubblici. La misura, adottata con la delibera n. 92 dell’11 marzo 2026, è stata resa nota con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 1° aprile.

L’intervento si inserisce nel quadro normativo delineato dai decreti legislativi n. 33 e n. 39 del 2013 e punta a rendere più omogenee e trasparenti le modalità con cui le amministrazioni gestiscono e pubblicano le dichiarazioni richieste ai titolari di incarichi.

Nel dettaglio, la delibera introduce dieci modelli suddivisi in due ambiti principali: cinque dedicati alle dichiarazioni di inconferibilità, da presentare al momento del conferimento dell’incarico per attestare l’assenza di cause ostative, e cinque relativi alle situazioni di incompatibilità, da aggiornare annualmente nel corso del rapporto. Gli schemi sono inoltre differenziati in base alla tipologia di ente, includendo pubbliche amministrazioni, enti pubblici, soggetti di diritto privato in controllo pubblico e settore sanitario.

L’obiettivo dell’ANAC non è quello di introdurre nuovi obblighi, ma di razionalizzare quelli esistenti, superando la frammentazione delle prassi adottate finora. I modelli, infatti, forniscono indicazioni operative uniformi che consentono di ridurre errori e omissioni, facilitando al contempo l’attività di controllo da parte dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza.

Un elemento centrale della delibera è il rafforzamento della funzione sostanziale delle dichiarazioni, che vengono configurate non più come un mero adempimento formale, ma come uno strumento preventivo volto a intercettare in anticipo eventuali situazioni di conflitto o incompatibilità. In questo senso, il provvedimento contribuisce a rendere più efficace il sistema di prevenzione della corruzione, aumentando la qualità e l’affidabilità delle informazioni disponibili.

Le dichiarazioni dovranno essere pubblicate nella sezione “Amministrazione trasparente” dei siti istituzionali, secondo criteri che ne migliorino la leggibilità e la comparabilità, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.

Gli schemi approvati avranno carattere facoltativo e saranno oggetto di una fase di sperimentazione della durata di dodici mesi. Al termine di questo periodo, l’Autorità potrà valutarne l’eventuale revisione o stabilizzazione, anche in vista di una possibile evoluzione verso sistemi digitali più integrati per la gestione della trasparenza amministrativa.

Nel complesso, la delibera rappresenta un intervento di sistema che, senza modificare il quadro degli obblighi, ne rafforza l’efficacia operativa, contribuendo a rendere più strutturato e verificabile il presidio anticorruzione nelle amministrazioni pubbliche.

La comunicazione in Gazzetta Ufficiale

Articoli Correlati

silenzio accesso

Accesso agli atti e segreto industriale: il giudice dell’ottemperanza limita l’ostensione ai soli documenti autorizzati dal giudicato

Il Consiglio di Stato chiarisce che l’amministrazione, nel dare esecuzione a una sentenza sull’accesso, non può ampliare il perimetro della documentazione già definito dal giudice, ma deve procedere a un...
accesso agli atti

Accesso difensivo, il nome del segnalante non è sempre ostensibile

Il TAR Lazio chiarisce che la tutela in giudizio non giustifica richieste generiche: serve un collegamento concreto tra i documenti richiesti e la posizione giuridica da difendere...
silenzio accesso

Nessun obbligo di risposta per la reiterazione di istanze già respinte: il Tar Sardegna sul silenzio-rifiuto

Il Tar Sardegna chiarisce che la pubblica amministrazione non ha l'obbligo di rispondere a istanze che ripropongono questioni già decise con provvedimenti definitivi, configurandosi come mere sollecitazioni al potere di...

ANCI Risponde