L’Europa torna a guardare al futuro con rinnovato ottimismo, almeno stando ai dati demografici. Secondo l’ultimo Rapporto pubblicato da Eurostat, l’aspettativa di vita alla nascita nell’Unione Europea ha raggiunto nel 2024 la media di 81 anni, segnando un progresso di 0,1 anni rispetto all’anno precedente.
Si tratta di un traguardo simbolico e sostanziale: dopo la brusca frenata causata dalla pandemia di COVID-19 – che aveva fatto scendere l’asticella a 80 anni nel 2020 e a 80,1 nel 2021 – il trend di crescita ha non solo recuperato il terreno perduto, ma ha superato i livelli pre-pandemici del 2019.
La geografia della longevità: Madrid e il Trentino in vetta
La mappa della sopravvivenza europea non è omogenea. Esistono “isole di longevità” dove la soglia degli 85 anni è già realtà:
- Comunità di Madrid (Spagna): 86 anni (il dato più alto in UE).
- Trento e Bolzano (Italia): 85 anni.
- Stoccolma (Svezia): 85,1 anni.
Al polo opposto della classifica si registra una sofferenza nei paesi dell’Est, la Bulgaria detiene il primato della minore aspettativa di vita, con la regione di Severozapaden ferma a 74 anni. Situazioni critiche anche in Ungheria e nel dipartimento francese d’oltremare di Mayotte.
Un dato che emerge riguarda la differenza di genere. Le donne continuano a essere il sesso più longevo con una media di 84 anni, contro i 79 anni degli uomini. Nonostante la componente maschile stia crescendo a un ritmo più rapido (+0,2 anni rispetto al +0,1 delle donne), il divario resta netto: 5 anni di differenza. Il “gap” di genere assume dimensioni incredibili nei Paesi Baltici:
- Lettonia: le donne vivono 10 anni più degli uomini
- Estonia: divario di 8,4 anni
- Lituania: divario di 8 anni
Al contrario, la forbice si stringe nel Nord Europa e in Irlanda, dove la differenza tra i 2 sessi si riduce a 3 anni, segno di uno stile di vita e di condizioni socio-sanitarie più uniformi.
Fonte: Eurostat