Firenze è la provincia più a misura di bambino. Ma il Sud paga il conto del divario
Scuola 25 Maggio 2026, di Danilo Grossi
Firenze conquista il primo posto nella classifica della qualità della vita dei bambini 2026 del Sole 24 Ore, seguita da Milano e Aosta. Ma dietro il podio si disegna una mappa del Paese che preoccupa: il Mezzogiorno accumula ritardi strutturali su asili nido, mense scolastiche, spesa sociale e competenze degli studenti. Venti indicatori, elaborati su base provinciale, fotografano un'Italia in cui nascere a Firenze o nascere a Trapani significa avere opportunità radicalmente diverse. I Comuni sono chiamati in causa direttamente su molte di queste leve.
La metodologia: 20 indicatori, una fotografia del territorio
L’indagine annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita dei bambini assegna a ogni provincia un punteggio compreso tra 0 e 1.000 per ciascuno dei 20 indicatori selezionati. Il punteggio finale è la media aritmetica ponderata dei singoli valori. I parametri spaziano dalla copertura degli asili nido alla spesa sociale per famiglie e minori, dalla dotazione di pediatri alle competenze scolastiche, dalla disponibilità di verde attrezzato alla sicurezza dei minori.
Le fonti utilizzate includono Istat, Openpolis, Cittadinanzattiva, Centro Studi Tagliacarne, Fnopi, OneKey-Iqvia, Ministero dell’Interno e i dati PNRR della piattaforma Italia Domani. Un quadro composito che consente di valutare non solo i servizi formali, ma anche le condizioni materiali e culturali in cui cresce la generazione più giovane.
La pagella di Firenze: punti di forza e criticità
Firenze domina la classifica generale con 573 punti, ma la sua performance non è uniforme. La provincia toscana eccelle nei servizi per l’infanzia e nella sanità pediatrica, mentre mostra significative debolezze su spazio abitativo, finanziamenti PNRR per l’istruzione e sicurezza dei minori.
Indicatore
Rank
Valore
▲
Asili nido – indice di copertura
6°
49,4 posti/100
▲
Bambini utenti servizi comunali infanzia
5°
34,0%
▲
Retta mensa scolastica (% sul reddito)
5°
2,4%
▲
Spesa sociale per famiglie e minori
3°
€1.170 pro capite
▲
Pediatri ogni 1.000 under 14
9°
3,1
▲
Infermieri pediatrici
10°
7,6
▲
Edifici scolastici con mensa
9°
63,2%
●
Competenza numerica non adeguata
26°
36,2%
●
Indice sport e bambini
26°
1,2
▼
Spazio abitativo (mq medi per nucleo)
96°
61,0 mq
▼
Finanziamenti PNRR per l’istruzione
99°
€1.404 per under 18
▼
Delitti denunciati a danno di minori
90°
35,9 ogni 10.000
Il dato sui finanziamenti PNRR per l’istruzione è il più sorprendente: pur primeggiando nella classifica generale, Firenze riceve solo 1.404 euro per under 18, contro una media nazionale di 2.431. Un paradosso che riflette probabilmente la già elevata dotazione infrastrutturale della provincia, ma che pone una questione di equità nella distribuzione delle risorse nazionali.
Il divario Nord-Sud: Firenze vs Trapani
Il confronto tra Firenze (1°, 573 punti) e Trapani (107°, 277,6 punti) sintetizza meglio di qualsiasi altro dato il divario territoriale che attraversa l’Italia dei bambini. Su quasi tutti gli indicatori di servizio, la distanza è abissale.
Indicatore
Firenze (1°)
Trapani (107°)
Benchmark nazionale
Asili nido – copertura
6° – 49,4 posti/100
98° – 17,0 posti/100
Media naz.: 33,6
Bambini utenti servizi infanzia
5° – 34,0%
96° – 7,1%
Media naz.: 17,4%
Edifici scolastici con mensa
9° – 63,2%
104° – 12,6%
Media naz.: 38,7%
Retta mensa (incid. % reddito)
5° – 2,4%
107° – 6,7%
Media naz.: 3,7%
Verde attrezzato (mq/bambino)
30° – 45,6 mq
103° – 2,3 mq
Media naz.: 37,1
Competenza numerica inadeguata
26° – 36,2%
101° – 62,4%
Media naz.: 44,2%
Spesa sociale famiglie e minori
3° – €1.170 pro capite
51° – €304 pro capite
Media naz.: €373
Pediatri ogni 1.000 under 14
9° – 3,1
67° – 1,9
Media naz.: 2,2
Infermieri pediatrici
10° – 7,6
64° – 0,4
Media naz.: 1,9
Indice sport e bambini
26° – 1,2
98° – 0,5
Media naz.: 0,9
Significativo che su due indicatori Trapani superi Firenze: il tasso di fecondità (1,3 figli per donna contro 1,1) e la presenza di parenti su cui contare (90,0% contro 86,6%). Due dati che raccontano una società in cui la famiglia allargata e la solidarietà informale suppliscono – in parte – alla carenza di servizi pubblici. Non è un modello sostenibile, ma è un segnale che le amministrazioni comunali del Mezzogiorno non partono da zero: c’è un capitale sociale su cui costruire.
Nascere a Firenze o nascere a Trapani: 49,4 posti nido ogni 100 bambini contro 17. La stessa nazione, opportunità radicalmente diverse. I Comuni hanno le chiavi di questa distanza.
Gli asili nido: il cantiere aperto del PNRR
L’indice di copertura degli asili nido è uno degli indicatori più strettamente legati all’azione diretta dei Comuni. La media nazionale è di 33,6 posti ogni 100 bambini 0-2 anni, con punte di 49,4 a Firenze e valori sotto 20 in molte province meridionali.
Il PNRR ha destinato ingenti risorse all’ampliamento dell’offerta di nidi, con l’obiettivo di raggiungere una copertura del 33% su base nazionale entro il 2026. Tuttavia, i dati mostrano che le disparità permangono: i finanziamenti non sempre premiano le province con i deficit maggiori. Comuni e Province sono chiamati a monitorare l’avanzamento cantieristico, accelerare l’impegno delle risorse assegnate e – dove necessario – attivare partnership con il privato sociale per aumentare l’offerta.
Un aspetto spesso trascurato è la qualità oltre alla quantità: il dato Istat 2022 sui bambini che hanno effettivamente usufruito dei servizi comunali per l’infanzia (17,4% la media nazionale) segnala che la semplice disponibilità di posti non garantisce l’accesso. Costo, orari, trasporti e informazione alle famiglie sono variabili altrettanto decisive.
Mense, palestre e spazi: la qualità dell’ambiente scolastico
Solo il 38,7% degli edifici scolastici italiani è dotato di mensa, e il 38,1% di palestra. Percentuali che nascondono divari enormi: Firenze supera il 63% per le mense e il 51% per le palestre; Trapani si ferma rispettivamente al 12,6% e al 30,9%.
La mensa scolastica non è solo un servizio nutrizionale: è un presidio di uguaglianza, un luogo di socializzazione, un alleato delle famiglie che lavorano. L’incidenza della retta sul reddito medio familiare – 3,7% la media nazionale, 6,7% a Trapani, 2,4% a Firenze – misura quanto quel servizio sia accessibile o quanto gravi sul bilancio delle famiglie meno abbienti.
Analogamente, il verde attrezzato (37,1 mq per bambino la media) e i giardini scolastici (12,5 mq la media) sono indicatori di qualità urbana su cui i Comuni hanno competenza diretta. Pianificazione urbanistica e manutenzione del verde sono strumenti di politica per l’infanzia a tutti gli effetti.
Competenze scolastiche e formazione: un problema strutturale
Il 44,2% degli studenti di terza media ha competenze numeriche non adeguate secondo i dati BES-Istat 2024/2025. A Trapani la quota sale al 62,4%, a Firenze scende al 36,2%. Il dato sulle competenze alfabetiche segue un andamento simile.
Questi numeri non riguardano solo il Ministero dell’Istruzione. I Comuni gestiscono l’edilizia scolastica, i servizi integrativi, i trasporti, i centri estivi e le attività extra-scolastiche: tutto ciò che fa da cornice al percorso educativo. La qualità di quell’ecosistema incide sui risultati degli studenti quanto l’insegnamento in aula.
L’indice sport e bambini – praticanti, scuole con attività sportiva e risultati – conferma il legame tra infrastrutture comunali e sviluppo dei minori: Firenze è 26° con 1,2, Trapani 98° con 0,5.
Il 44,2% degli studenti di terza media non ha competenze numeriche adeguate. A Trapani si arriva al 62,4%. I Comuni gestiscono l’ecosistema educativo: edilizia, trasporti, centri estivi, sport. Non sono spettatori.
Spesa sociale e sanità pediatrica: dove il Comune decide
La spesa sociale per famiglie e minori è l’indicatore più direttamente legato alle scelte di bilancio delle amministrazioni locali. La media nazionale è di 373,4 euro pro capite. Firenze investe 1.169,8 euro (3° posto), Trapani 303,8 euro (51° posto). Dietro questi numeri ci sono servizi di supporto alla genitorialità, voucher per asili privati, assistenza educativa, centri per famiglie vulnerabili.
Sul fronte sanitario, il dato sui pediatri (2,2 ogni 1.000 under 14 la media nazionale) e sugli infermieri pediatrici (1,9 la media, ma con valori bassissimi in molte province) evidenzia carenze che i Comuni possono affrontare almeno in parte attraverso accordi con le ASL, Case di Comunità, servizi di prossimità integrati.
La sicurezza dei minori: un tema urbano
L’indicatore sui delitti denunciati a danno di minori (26,6 ogni 10.000 la media nazionale) colpisce perché non segue la logica Nord-Sud: Firenze registra 35,9 denunce ogni 10.000 minori (90° posto), Trapani 36,2 (91° posto). Entrambe ben al di sopra della media.
Il dato, che include reati di natura molto diversa, suggerisce che la sicurezza dei minori è una questione trasversale che richiede attenzione anche nelle province più ricche di servizi. Per i Comuni significa investire in prevenzione, presidio del territorio, rete dei servizi sociali, collaborazione con le forze dell’ordine e con le scuole.
Implicazioni operative per le amministrazioni comunali
I dati del Sole 24 Ore 2026 non sono solo una classifica. Sono una mappa delle responsabilità: molti degli indicatori su cui si misurano le province dipendono direttamente o indirettamente dalle scelte dei Comuni. Asili nido, mense, verde urbano, spesa sociale, trasporti scolastici, sport: sono tutte leve nelle mani delle amministrazioni locali. La buona notizia è che si può agire. La sfida è farlo in modo strategico, equo e finanziariamente sostenibile.
COSA FARE COME COMUNE Verificare lo stato di avanzamento dei progetti PNRR per asili nido e servizi per l’infanzia: accelerare i cantieri in ritardo e migliorare l’accesso delle famiglie attraverso comunicazione, tariffe agevolate e orari flessibili. Mappare la dotazione di mense e palestre nelle scuole del territorio e inserire il loro ampliamento nella programmazione triennale delle opere pubbliche. Rivedere le rette dei servizi scolastici in chiave ISEE: l’accesso ai servizi non deve essere barriera economica per le famiglie vulnerabili. Incrementare la spesa sociale per famiglie e minori, anche attraverso co-progettazione con il Terzo Settore e fondi regionali e comunitari. Rafforzare la rete dei pediatri di prossimità in accordo con le ASL, soprattutto nelle aree con carenze accertate. Pianificare il verde attrezzato come infrastruttura per l’infanzia: mq pro capite, qualità degli spazi, manutenzione e sicurezza. Attivare protocolli di prevenzione sulla sicurezza dei minori in collaborazione con scuole, forze dell’ordine e servizi sociali. Utilizzare i dati provinciali del Sole 24 Ore come strumento di autovalutazione e programmazione: ogni indicatore sotto la media nazionale è un cantiere aperto.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Qualità della vita 2026 – Indagine sulla qualità della vita dei bambini