L’Italia segna un primato europeo nel campo della conservazione ambientale. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha annunciato l’iscrizione del 1° bosco vetusto nella rete nazionale: si tratta dell’Abetina di Rosello, in provincia di Chieti.
La distesa di 169 ettari rappresenta un ecosistema unico che, per oltre 2 secoli, è rimasto immune all’intervento umano, permettendo ai processi naturali di evolversi in autonomia.
Un presidio di biodiversità e identità
Il Ministro Francesco Lollobrigida ha sottolineato il valore simbolico e scientifico dell’operazione, definendo i boschi vetusti come “custodi della biodiversità”.
“La loro verticalità testimonia lo scorrere del tempo e racconta la nostra storia, ha dichiarato il Ministro, proteggerli significa preservare la nostra memoria. L’Italia è capofila in Europa grazie a una strategia forestale all’avanguardia.”
L’inserimento nella Rete Nazionale non è solo un atto formale, ma il risultato di un iter di validazione scientifica, per essere definito “vetusto”, un bosco deve rispondere a parametri specifici:
- autoctonia: presenza di specie arboree originarie del territorio
- resilienza: assenza di interventi umani per 60 anni
- ciclo vitale completo: presenza di tutte le fasi biologiche, dai germogli agli alberi secolari, fino al legno morto (in piedi o a terra), fondamentale per l’habitat di flora e fauna.
- dimensione: un’estensione minima di 10 ettari (ampiamente superata dai 169 di rosello).
Il decreto istitutivo punta alla conservazione integrale dell’area, per garantire che l’equilibrio millenario non venga alterato, sono state introdotte restrizioni severe: vietate le attività di disturbo, il prelievo di materiale, l’uso di droni tecnologici e qualsiasi operazione di gestione del soprasuolo che possa modificare l’ambiente naturale.
L’Abetina di Rosello si afferma, quindi, non solo come monumento naturale, ma anche come un laboratorio a cielo aperto per lo studio dei cambiamenti climatici e della resilienza degli ecosistemi forestali europei.
Fonte: Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste