È entrato in vigore il 6 marzo 2026 il decreto legislativo n. 28 del 9 febbraio 2026 che adegua il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria alle più recenti normative dell’Unione europea. Il provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo, recepisce diverse direttive e attua regolamenti comunitari in materia di mercati finanziari, trasparenza e infrastrutture di mercato.
L’obiettivo è allineare l’ordinamento italiano al quadro normativo europeo aggiornando le regole che disciplinano i mercati dei capitali, le sedi di negoziazione e gli operatori finanziari. Tra gli interventi principali vi è l’adeguamento alle disposizioni europee sui depositari centrali di titoli e sulle controparti centrali, con modifiche al sistema di vigilanza e alla cooperazione tra autorità nazionali ed europee.
Il decreto rafforza il ruolo di Consob e Banca d’Italia nella supervisione del sistema, attribuendo alla Consob nuove competenze nella gestione dei collegi di vigilanza e nella ricezione dei reclami relativi all’accesso tra sedi di negoziazione e infrastrutture di post-trading. Vengono inoltre introdotte disposizioni che disciplinano le partecipazioni qualificate nei depositari centrali e prevedono la sospensione dei diritti di voto in caso di violazioni delle regole.
Un’altra parte rilevante del provvedimento riguarda i mercati degli strumenti finanziari. In linea con le norme europee più recenti, il decreto aggiorna definizioni e requisiti per i sistemi multilaterali di negoziazione e per gli internalizzatori sistematici, rafforzando allo stesso tempo gli obblighi di trasparenza e di qualità dei dati. Le sedi di negoziazione dovranno inoltre pubblicare informazioni sulle eventuali sospensioni o limitazioni delle contrattazioni e sui parametri tecnici utilizzati in tali casi.
Sono previsti anche nuovi obblighi informativi per i revisori legali dei conti dei gestori dei mercati regolamentati, che dovranno segnalare tempestivamente alla Consob eventuali violazioni gravi o situazioni che possano compromettere la continuità dell’attività.
Il decreto interviene infine sulla disciplina dei derivati su merci e sulle quote di emissione, introducendo sistemi di controllo sulle posizioni detenute dagli operatori e obblighi di reportistica più dettagliati. L’insieme delle misure punta a rafforzare la stabilità e la trasparenza dei mercati finanziari, favorendo al tempo stesso una maggiore integrazione con il sistema europeo.