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Turismo delle radici: al via 4 progetti pilota per rilanciare i borghi e la memoria italiana

Firmate al MAECI le convenzioni per gli interventi da 130 milioni di euro legati al PNRR e al Fondo Sviluppo e Coesione. Nel mirino la rigenerazione urbana, la mobilità dolce e la transizione green del Centro-Sud.

Un ponte ideale, ma dalle fondamenta economiche solide, per unire gli 80 milioni di italiani all’estero, italo-discendenti e oriundi, ai territori d’origine. Presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) è stata ufficializzata la firma delle convenzioni con i soggetti attuatori dei 4 progetti pilota del programma d’investimenti dedicato al “Turismo delle Radici”.

Nata nel 2022 nell’ambito del PNRR, l’iniziativa punta a trasformare il legame nostalgico degli emigrati in un volano di sviluppo economico sostenibile, valorizzando i piccoli borghi e le aree rurali del Paese (attraverso piattaforme digitali dedicate come il portale ufficiale Italea.com).

Per dare respiro a questa strategia, il MAECI ha ottenuto uno stanziamento di 200 milioni di euro sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027, destinati a interventi di riqualificazione nel Centro-Sud Italia. I primi 4 progetti pilota approvati tracciano una linea chiara: investire su sostenibilità, cultura e infrastrutture green, di seguito la mappa degli interventi e le risorse assegnate.

Dal litorale romano ai parchi laziali: mare, natura e transizione green

I primi interventi sul territorio laziale vedono protagonisti il litorale e le aree protette interne, con focus mirati sulla rigenerazione e la sostenibilità:

  • comune di Fiumicino (20 milioni di euro): i fondi saranno impiegati per l’attesa rigenerazione urbana del Porto Canale e per la valorizzazione storica e culturale del Borgo dei bonificatori, un luogo simbolo della memoria del territorio.
  • Ente Parco Naturale Monti Ausoni e lago di Fondi (20 milioni di euro): un maxi-piano green che prevede la nascita di comunità energetiche e impianti a energia rinnovabile, tutele ambientali e lo sviluppo di percorsi ciclabili presso il Lago di Canterno. Spazio anche all’inclusività con strutture sportive accessibili e il rilancio turistico dei bacini di Fondi e Canterno.

Roma rientra nella sperimentazione attraverso una delle sue anime più internazionali, quella dello sport:

  • sport e salute (20 milioni di euro): il finanziamento è destinato all’ammodernamento e all’efficientamento energetico del “Centrale del Tennis” all’interno del Foro Italico, coniugando la tradizione sportiva con i moderni standard di sostenibilità ambientale.

Il pacchetto di investimenti più rilevante si concentra in Campania, dove la valorizzazione delle aree interne diventa una priorità strategica:

  • provincia di Avellino (70 milioni di euro): un piano massiccio volto alla rinascita dei borghi storici irpini e del suggestivo Cammino di Guglielmo. L’intervento prevede la riqualificazione della stazione e degli snodi ferroviari di Avellino, ma il fiore all’occhiello sarà la trasformazione della storica linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio in una ferrociclovia turistica. Un progetto di mobilità dolce che sarà integrato da hub di interscambio, percorsi locali e sistemi di trasporto sostenibile.

Il valore del progetto: con la firma di queste convenzioni, il Turismo delle Radici smette di essere un manifesto culturale e diventa un cantiere aperto. L’obiettivo a lungo termine resta quello di ripopolare, turisticamente, quell’Italia nascosta che i flussi migratori del secolo scorso avevano svuotato, trasformandola in una destinazione d’eccellenza internazionale. Allegati: https://www.conferenzastatocitta.gov.it/home/notizie-e-comunicati/2026/turismo-delle-radici-avviati-quattro-progetti-pilota/#usefulLinks

FONTE: Ministero degli Affari Esteri 

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