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Rc auto, nuove regole su sospensioni, veicoli storici e attestati di rischio

Il decreto correttivo recepisce le norme UE e introduce maggiore flessibilità per polizze, controlli rafforzati dell’IVASS e novità per gare e uso stagionale dei veicoli
giornale dei comuni

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo 27 marzo 2026, n. 57, che introduce disposizioni integrative e correttive al precedente recepimento della direttiva europea sull’assicurazione della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli. Il provvedimento aggiorna il Codice delle assicurazioni private, con l’obiettivo di chiarire alcuni casi applicativi e rendere più flessibile il sistema assicurativo.

Tra le principali novità, viene ampliata la possibilità di deroga all’obbligo assicurativo nei casi in cui il veicolo non sia utilizzabile. La norma specifica che l’esenzione si applica anche ai mezzi privi di parti essenziali o resi stabilmente inidonei alla circolazione, nonché nei casi di sospensione volontaria dell’uso comunicata all’assicurazione. Un decreto ministeriale definirà quali componenti rendono il veicolo inutilizzabile.

Per i veicoli di interesse storico e collezionistico viene prevista la possibilità di adempiere all’obbligo assicurativo con formule diverse dalla tradizionale Rc auto, distinguendo tra rischio dinamico e statico.

Il decreto introduce inoltre la possibilità di contratti assicurativi di durata inferiore all’anno in situazioni particolari, come l’uso stagionale del veicolo, il trasferimento di proprietà, la demolizione o l’esportazione all’estero.

Novità anche per le competizioni sportive: gli organizzatori dovranno stipulare una copertura assicurativa adeguata, pena l’impossibilità di ottenere l’autorizzazione, anche per eventi in circuiti chiusi.

Sul fronte dei controlli, viene rafforzato il ruolo dell’IVASS, che vigilerà sulla gestione della banca dati degli attestati di rischio. Le informazioni dovranno includere dati più dettagliati su sinistri e conducenti, con validità minima fissata a dodici mesi e modalità di accesso e aggiornamento definite da apposito regolamento.

Infine, il provvedimento stabilisce che le nuove disposizioni non comportano oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, dovendo le amministrazioni operare con le risorse già disponibili.

Il decreto entrerà in vigore il 12 maggio 2026.

Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale

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