Mentre l’Europa si interroga su come la Generazione Z stia adottando l’Intelligenza Artificiale per trasformare il mercato del lavoro, il tema della forza lavoro si arricchisce di un pilastro fondamentale: l’integrazione migratoria.
Il 23 p.v. presso l’Auditorium INAPP di Roma, le istituzioni nazionali e internazionali si riuniranno per fare il punto su un binomio inscindibile per la tenuta del sistema-Paese: migrazioni e lavoro. L’evento, organizzato dal Ministero del Lavoro (MLPS) insieme a OCSE e INAPP, si preannuncia come il momento della verità per comprendere come l’Italia stia gestendo i nuovi ingressi e l’inclusione socio-lavorativa.
I numeri della forza lavoro
Il piatto forte della giornata sarà la presentazione dell’International Migration Outlook 2025 di OCSE. I dati del rapporto globale si incroceranno con il focus nazionale State of Immigrant Integration Italy, curato per il Ministero, il dibattito si concentrerà non solo sulla quantità dei flussi, ma sulla qualità dell’integrazione. In un contesto in cui, come rilevato da Eurostat, solo il 47% dei giovani italiani usa l’IA rispetto all’80% dei coetanei greci o estoni, la formazione professionale dei lavoratori immigrati diventa un asset strategico per evitare che il gap digitale italiano si trasformi in una paralisi produttiva.
“Non possiamo scindere le politiche migratorie da quelle della digitalizzazione, l’integrazione nel 2026 passa per le competenze tecnologiche.”
L’evento offrirà anche un’anteprima sul monitoraggio degli ingressi per lavoro avviato dall’INAPP, l’obiettivo è capire se i decreti flussi degli ultimi anni stiano rispondendo alle reali esigenze delle imprese, che lamentano una carenza di manodopera sia qualificata che stagionale. Il confronto vedrà al tavolo:
- istituzioni e organizzazioni internazionali (OCSE, MLPS);
- parti sociali (sindacati e associazioni datoriali);
- terzo settore, impegnato in prima linea nell’accoglienza.
La sfida che emergerà dall’Auditorium di Corso d’Italia sarà chiara: l’Italia può permettersi di restare indietro nella formazione dei lavoratori, nativi o nuovi arrivati? Ci stiamo dirigendo verso un’integrazione “smart”?
Se il 2025 è stato l’anno dell’esplosione dell’IA generativa tra i giovani europei, il 2026 è l’anno in cui l’innovazione diventa accessibile a chiunque entri nel mercato del lavoro.
Fonte: Ministero del lavoro