La caccia al titolo di Capitale italiana del libro 2027 è ufficialmente aperta. Il Ministero della Cultura (MiC) ha pubblicato il nuovo bando di selezione, segnando l’inizio di un percorso che porterà una città italiana a diventare il fulcro della promozione della lettura e dell’editoria nazionale per un anno.
L’iniziativa, giunta alla 8° edizione, si pone l’obiettivo di trasformare i centri urbani in laboratori culturali permanenti. Quest’anno, il bando pone un accento particolare sugli intenti del Piano Olivetti, puntando a una crescita che sia al contempo sociale e culturale.
Il titolo non è solo un riconoscimento onorifico, ma un motore per il territorio. Le amministrazioni comunali che decideranno di correre per il titolo dovranno presentare progetti capaci di:
- incentivare la frequentazione di biblioteche e librerie
- valorizzare il patrimonio librario
- creare sinergie tra pubblico e privato attraverso nuovi modelli di governance e partenariati
Il cronoprogramma per i Comuni (possono candidarsi singolarmente o in forma aggregata) è serrato e richiede una progettualità:
- 18 aprile 2026 (ore 23.59): termine ultimo per l’invio del dossier di candidatura. il documento dovrà contenere il progetto culturale, il piano di sostenibilità finanziaria e gli indicatori di impatto.
- 30 giugno 2026: una giuria di 5 esperti indipendenti selezionerà i 10 comuni finalisti.
- 15 luglio 2026: svolgimento delle audizioni pubbliche per i finalisti.
- 31 luglio 2026: proclamazione della città vincitrice da parte del Ministro della cultura
La città vincitrice riceverà un finanziamento di 500.000 di euro, risorse per dar vita alle attività proposte nel dossier e per lasciare un’impronta duratura sul tessuto cittadino. Per supportare gli enti locali nella fase di candidatura, il Dipartimento per le attività culturali ha previsto una serie di live chat di approfondimento. Tutte le date e i dettagli tecnici, insieme al bando integrale, sono consultabili sul portale ufficiale: capitaledellibro.cultura.gov.it.
Il dossier di candidatura non dovrà essere solo una lista di eventi, ma un piano strategico che dimostri come il libro possa diventare strumento di rigenerazione urbana e inclusione sociale.
Fonte: Ministero della cultura