Per la prima volta, l’Italia si dota di una “mappa” precisa e granulare del suo capitale umano in ambito medico. Nasce la Banca dati dei medici specialisti, un progetto ambizioso realizzato dal Ministero della Salute in sinergia con l’Istat e il Co.Ge.A.P.S. (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie). Non si tratta di un semplice elenco, ma di uno strumento strategico che fotografa la distribuzione dei professionisti attivi nel sistema sanitario pubblico e privato al 31 dicembre 2024, offrendo una base metodologica fondamentale per la pianificazione sanitaria e per calcolare con precisione quante borse di studio e posti nelle scuole di specializzazione saranno necessari nei prossimi anni.
I numeri della professione: una fotografia al 2024
Secondo i dati rilevati, in Italia operano 217mila medici specialisti, con un rapporto di 368 professionisti ogni 100.000 abitanti. Il volto della medicina italiana sta cambiando, pur mantenendo alcune differenze strutturali: la componente femminile rappresenta il 46% del totale, con una presenza che varia drasticamente a seconda dell’area di intervento. La ripartizione dei medici per area di specializzazione vede:
- area medica: 46% (prevalgono malattie cardiovascolari e medicina interna);
- area dei servizi: 27% (leader anestesia, rianimazione e radiodiagnostica);
- area chirurgica: 27% (ginecologia e chirurgia generale le più popolate).
Proprio in ambito chirurgico si registra il divario di genere più netto: se tra gli uomini la chirurgia impegna il 33% della forza lavoro, tra le donne la quota scende al 19%.
Medici anziani
L’analisi demografica contenuta nella Banca dati solleva una questione cruciale per il ricambio generazionale. La struttura per età appare polarizzata:
- uomini: l’età media è di 58 anni, con la metà dei professionisti (55%) che ha superato la soglia dei 60 anni, i più anziani sono i ginecologi (media 63 anni).
- donne: il profilo è più giovane, con un’età media di 51 anni e il 28,5% sopra i 60, le più giovani si incontrano in cardiochirurgia (media 45 anni).
Uno strumento per il futuro
L’integrazione dei dati per regione, genere e classe d’età permetterà alle istituzioni di prevenire la carenza di specialisti in settori critici. Grazie a questa piattaforma, la programmazione non sarà più basata su stime generiche, ma su un’analisi puntuale di dove e come i medici esercitano la professione, garantendo una risposta efficiente alle esigenze di salute dei cittadini. Il dato chiave: 368 specialisti ogni 100.000 abitanti, l’Italia punta sulla trasparenza dei dati per colmare i vuoti d’organico nelle regioni in sofferenza.
Fonte: ISTAT