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Eurostat: il panorama dell’asilo cambia rotta, nel 2025 le concessioni di protezione calano del 18%

Germania, Spagna e Francia guidano l'accoglienza coprendo il 70% delle decisioni positive. Crolla la protezione sussidiaria (-50%), mentre gli afghani rimangono i principali beneficiari
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Il panorama dell’asilo in Europa mostra un cambio di rotta nel 2025. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Eurostat, i Paesi dell’Unione Europea hanno concesso lo status di protezione a 361.325 richiedenti, segnando una flessione del 18% rispetto ai 437.735 dell’anno precedente.

Nonostante il calo, la tipologia di protezione concessa rivela dinamiche contrastanti: se lo status di rifugiato resiste (- 0,5%), si assiste a un dimezzamento della protezione sussidiaria (-50%), parzialmente compensato da un incremento dell’ +11% per lo status umanitario.

La mappa dell’accoglienza

La distribuzione delle decisioni positive rimane concentrata in pochi Stati membri. 3 Paesi gestiscono il 70% delle concessioni a livello UE:

  • Germania: 103.360 concessioni (29% del totale UE)
  • Spagna: 76.210 concessioni (21%)
  • Francia: 72.930 concessioni (20%)

Primato agli afghani

Analizzando le nazionalità dei beneficiari, i cittadini provenienti dall’Afghanistan si confermano il gruppo principale, rappresentando il 27% dei casi. Seguono i venezuelani (16%), mentre siriani e ucraini si attestano entrambi al 5%.

Particolarmente rilevante è l’efficacia delle domande presentate dai venezuelani: nelle decisioni di primo grado, questa nazionalità vanta un tasso di riconoscimento record del 92%, seguita dagli afghani al 73%.

I numeri su tassi di riconoscimento e ricorsi

Nel corso del 2025, l’UE ha emesso 1 milione di provvedimenti tra 1° grado e appelli: nell’UE sono state emesse 832.360 decisioni di 1° grado (tasso di riconoscimento del 39%) e 170.175 decisioni definitive a seguito di ricorso, dove la percentuale di successo scende al 21%.

Per quanto riguarda i ricorsi e le revisioni (decisioni di ultima istanza), le probabilità di successo variano a seconda della provenienza: i siriani ottengono un esito positivo nel 67% dei casi, seguiti da afghani (36%) e iracheni (18%).

Fonte: Eurostat

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