Il sistema di accoglienza europeo continua a reggere l’urto della crisi umanitaria causata dal conflitto in Ucraina. Al 28 febbraio 2026, sono 4,4 milioni i cittadini extracomunitari che godono dello status di protezione temporanea all’interno dell’Unione Europea, dato in lieve ma costante crescita: rispetto al mese precedente, si registra un incremento di 22.000 unità (+0,5%).
La geografia dell’accoglienza
La distribuzione dei profughi sul territorio dell’Unione non è omogenea, con 3 nazioni che ospitano il 60% dei beneficiari:
- Germania: in testa con 1.267.475 persone (29% del totale UE)
- Polonia: segue con 966.595 beneficiari (22%)
- Repubblica Ceca: al 3° posto con 399.630 persone (9%)
Proprio la Repubblica Ceca detiene il primato per la densità di accoglienza, con 36 beneficiari ogni 1000 abitanti, una cifra 4 volte superiore alla media UE, che si attesta a 9,8. Seguono in classifica la Polonia (26,5) e la Slovacchia (26). Nel mese di febbraio 2026, 24 paesi su 27 hanno visto aumentare il numero di persone sotto protezione. Gli incrementi maggiori sono stati registrati in Germania (+7.245), Repubblica Ceca (+2.445) e Spagna (+2.425), mentre una contrazione si è verificata in Estonia, Francia e Lussemburgo.
I dati confermano la natura specifica di questo flusso migratorio, composto interamente da cittadini ucraini (98%):
- donne adulte: 43,5% del totale.
- minori: un terzo dei beneficiari (30%).
- uomini adulti: un quarto (26%).
Sostegno fino al 2027
Il quadro normativo resta ancorato alla decisione del Consiglio del marzo 2022, attivata in risposta all’aggressione russa. Per garantire stabilità ai milioni di persone impossibilitate a rientrare in patria, il Consiglio Europeo ha adottato la proroga del meccanismo: la protezione temporanea, prevista in scadenza, è stata estesa dal 4 marzo 2026 al 4 marzo 2027. La decisione assicura ai beneficiari il mantenimento dei diritti fondamentali, tra cui l’accesso al mercato del lavoro, alle cure mediche e all’istruzione per i minori, confermando l’impegno a lungo termine dell’Europa sul fronte della solidarietà.
Fonte: Eurostat