Con nota del 21 marzo 2019, il Ministero delle Infrastrutture, ricorda la scadenza del 31 marzo p.v. entro la quale le stazioni appaltanti, gli enti aggiudicatori e gli altri soggetti aggregatori devono trasmettere le informazioni e i dati riguardanti le opere pubbliche incompiute secondo quanto stabilito dal DM n. 42/2013.
Sulla base dei dati ricevuti, il Ministero, le Regioni e Province autonome, con il supporto di Itaca, pubblicheranno le graduatorie delle opere incompiute entro il 30 giugno 2019.
I soggetti che, pur avendo competenza su opere incompiute, non aggiorneranno i dati entro il 31 marzo, dovranno farlo inserendo i dati delle opere incompiute di propria competenza utilizzando l’apposita procedura prevista dal Sistema Informatico di Monitoraggio delle Opere Incompiute – SIMOI.
Il Sistema informativo di monitoraggio delle opere incompiute (Simoi), attivato dal Mit nel 2013, è accessibile dal sito del Servizio Contratti Pubblici (www.serviziocontrattipubblici.it), ed è una banca-dati delle opere incompiute di competenza delle amministrazioni statali, regionali e locali. Si tratta di uno strumento conoscitivo, a supporto delle stazioni appaltanti e degli enti aggiudicatori, che consente di monitorare, ogni anno, lo stato di avanzamento delle opere incompiute secondo parametri oggettivi e predeterminati.
Proprio per valorizzare le opere pubbliche mai completate situate nelle città metropolitane e nei comuni capoluogo di provincia il MIT e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo (MIBAC) hanno siglato a febbraio un accordo. Obiettivo dell’intesa è quello di verificare, con le risorse a disposizione, la possibilità di recuperare beni presenti nell’Anagrafe, eventualmente destinandoli a usi diversi da quelli originariamente previsti, purché compatibili e conformi alle normative vigenti.