La Sezione d’appello della Corte dei conti per la Sicilia, con sentenza del 3 marzo 2026 (Presidente Lo Presti, relatore Smiroldo, PM Licastro), ha confermato la decisione della Sezione giurisdizionale regionale n. 155/2025, offrendo importanti chiarimenti sull’applicazione della riforma introdotta dalla legge n. 1/2026 in materia di responsabilità amministrativa e contabile.
Il Collegio ha innanzitutto escluso che le nuove disposizioni possano determinare la rimessione del giudizio al primo grado. L’ipotesi di ius superveniens non rientra infatti tra i casi di rinvio previsti dal Codice di giustizia contabile, né può incidere sull’effetto devolutivo dell’appello o sulle preclusioni processuali già maturate.
Ampio spazio è stato dedicato al tema del diritto transitorio. La Corte ha distinto tra norme transitorie, destinate a regolare specifiche fasi di passaggio tra vecchia e nuova disciplina, e norme intertemporali, di carattere generale. Nel caso della riforma del 2026, il giudice ha ribadito la necessità di attenersi alle disposizioni transitorie espressamente previste dal legislatore, senza estensioni analogiche.
Sul versante della prescrizione, i giudici hanno precisato che, anche a fronte delle modifiche normative, il termine decorre dal momento del concreto depauperamento dell’ente pubblico, individuato nell’accredito delle somme al beneficiario, e non dalla conoscenza o conoscibilità del danno da parte dell’amministrazione. Il principio è stato applicato a una vicenda relativa a contributi agricoli AGEA nell’ambito del PSR Sicilia 2014-2020.
In tema probatorio, la sentenza ribadisce l’orientamento favorevole all’utilizzabilità nel processo contabile delle intercettazioni acquisite in sede penale, anche quando dichiarate inutilizzabili ai sensi dell’art. 270 c.p.p., in virtù del principio di circolarità della prova.
Infine, la Corte ha affrontato il coordinamento tra soccorso istruttorio e procedimento amministrativo, sottolineando la necessità di bilanciare l’istituto con i principi di ragionevole durata del procedimento, autoresponsabilità e par condicio dei concorrenti, richiamati dalla legge n. 241/1990.