Alla vigilia del Primo maggio, a che punto siamo sul lavoro? Luci e ombre sulle misure PNRR per i territori
Lavoro 27 Aprile 2026, di Danilo Grossi
Cinque miliardi e settecento milioni investiti grazie al PNRR, oltre 12mila progetti attivi, target in larga parte centrati. Ma la qualità degli interventi e la capacità amministrativa dei Comuni restano nodi irrisolti
Con la scadenza del PNRR all’orizzonte, è il momento di fare un bilancio sulle misure destinate alle politiche del lavoro. Cinque interventi – per un totale di 5,7 miliardi di euro – hanno caratterizzato questa parte del Piano: dalla riforma delle politiche attive al contrasto del caporalato in agricoltura, dal potenziamento dei Centri per l’impiego al sistema duale di formazione, fino alla lotta al lavoro sommerso. I risultati raggiunti sono significativi sul piano quantitativo, ma non mancano criticità strutturali che interpellano direttamente gli enti locali.
IL QUADRO D’INSIEME – LE 5 MISURE ANALIZZATE
Misura
Dotazione
Stato
Politiche attive del lavoro (GOL)
~4,6 mld €
Target raggiunto (revisioni)
Potenziamento centri per l’impiego
~482 mln €
In corso (–118 mln €)
Sistema duale formazione
~600 mln €
Target raggiunto in anticipo
Lotta al lavoro sommerso
–
Obiettivi conseguiti
Contrasto caporalato in agricoltura
~30 mln €
Critico (–170 mln €)
Il mercato del lavoro italiano: un trend positivo ma fragile
Negli ultimi anni il mercato del lavoro italiano ha mostrato segnali incoraggianti: tasso di occupazione in costante aumento e disoccupazione in calo, tendenze confermate anche per il 2025 dai dati Istat. Tuttavia, analisti e osservatori concordano nel leggere questi miglioramenti con cautela: gli incrementi più consistenti riguardano gli over 55, riflettendo l’innalzamento dei requisiti pensionistici e il peso demografico di questa fascia piuttosto che una effettiva ripresa del mercato.
Permangono criticità strutturali rilevanti: lavoro povero, precariato, economia sommersa, inattività e sicurezza sul lavoro restano questioni aperte. Il PNRR ha certamente contribuito al miglioramento degli indicatori – anche attraverso il sostegno alla crescita del PIL – ma il suo impatto è risultato probabilmente inferiore alle stime iniziali, in parte a causa del peggioramento del contesto internazionale non prevedibile al momento della pianificazione.
Il rischio è che l’attenzione si concentri più sul raggiungimento formale di milestone e target – indispensabile per ottenere le risorse europee – che sulla qualità effettiva dei servizi offerti
GOL e politiche attive: target raggiunti, qualità da verificare
La misura più rilevante è la riforma delle politiche attive del lavoro, incentrata sul programma GOL – Garanzia Occupabilità dei Lavoratori – con una dotazione di circa 4,6 miliardi di euro. L’obiettivo è superare la storica frammentazione territoriale dei servizi e costruire un sistema nazionale basato su livelli essenziali delle prestazioni, con presa in carico personalizzata degli utenti.
A settembre 2025 i beneficiari avevano superato i 3 milioni, con il target sulla formazione sostanzialmente raggiunto. Tuttavia, dietro questi numeri si nascondono alcune criticità rilevanti per i Comuni. La definizione di “beneficiario” è stata progressivamente ampliata includendo soggetti che hanno svolto attività minime – anche solo la sottoscrizione del patto di servizio – consentendo il rispetto delle scadenze europee ma spostando il focus dalla qualità degli esiti occupazionali alla quantità delle prestazioni rendicontate. I soggetti più fragili – Neet, disabili, over 55, lavoratori poveri – mostrano percorsi più complessi e meno efficaci.
COSA CAMBIA CON LA REVISIONE 2025 È stato eliminato il vincolo del 75% di beneficiari appartenenti a categorie vulnerabili. L’obiettivo relativo ai Centri per l’impiego non è più riferito a ciascuna regione singolarmente, ma all’insieme del territorio nazionale. Una parte degli obiettivi sulla formazione (200mila beneficiari) è stata posticipata al 2026.
Centri per l’impiego: potenziati ma con fondi tagliati
Strettamente collegato alla riforma delle politiche attive è l’investimento per il potenziamento dei Centri per l’impiego (CPI), con una dotazione di circa 482 milioni di euro, ridotta di 118 milioni rispetto alla previsione iniziale per difficoltà attuative. Il primo target risulta raggiunto con 347 CPI rendicontati (superiore ai 326 previsti). Sul fronte infrastrutturale sono in corso interventi su centinaia di sedi.
Restano aperte criticità legate al coordinamento tra livelli amministrativi – nazionale, regionale e locale – e ai ritardi nell’allineamento delle piattaforme informatiche, con problemi di piena interoperabilità dei dati che incidono sull’efficacia operativa quotidiana.
Sistema duale: la misura che funziona
Il sistema duale – che finanzia percorsi formativi che integrano apprendimento teorico ed esperienza pratica, anche tramite l’apprendistato – si conferma la misura con il miglior andamento del pacchetto lavoro del PNRR. Dotato di circa 600 milioni di euro, ha registrato oltre 106mila certificazioni, superando il target di 90mila. Il risultato è stato così positivo da anticipare di 6 mesi il target finale.
La sfida principale, segnalata dagli esperti, è consolidare nel tempo il legame tra sistema formativo e fabbisogni effettivi del mercato del lavoro, evitando che i risultati raggiunti restino circoscritti alla fase straordinaria del Piano.
Caporalato: la misura più in difficoltà
La misura sul superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura – pensata per contrastare il caporalato attraverso soluzioni abitative dignitose per i lavoratori – rappresenta il caso più critico. Nonostante la nomina di un commissario straordinario nel 2024 e una revisione degli obiettivi concordata con la Commissione europea, la situazione rimane difficile.
Ben 13 Comuni hanno rinunciato ai finanziamenti, altri 6 non sono riusciti a rispettare le condizioni imposte. Le cause sono molteplici: difficoltà nel reperire immobili adeguati, problemi di sicurezza nei territori con presenza di criminalità organizzata, limitata capacità amministrativa degli enti locali. Il budget è stato ridotto di circa 170 milioni, scendendo a circa 30 milioni ripartiti su soli 13 progetti.
IL DATO –169,74 milioni di euro: le risorse PNRR tagliate per il superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura. Una riduzione che evidenzia le difficoltà strutturali di molti Comuni nell’intercettare e gestire fondi complessi in contesti territoriali fragili.
La mappa regionale: chi avanza e chi è indietro
I 12.814 progetti finanziati valgono complessivamente circa 4,5 miliardi di euro. La Lombardia guida per risorse assegnate (853 milioni), seguita da Campania (721 milioni) e Puglia (365 milioni). Il maggior numero di progetti si concentra invece al Sud – Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia – con importi medi per progetto molto inferiori a quelli del Nord.
Sul fronte dell’avanzamento della spesa, il quadro è disomogeneo. I pagamenti già effettuati ammontano complessivamente a circa 1,7 miliardi, pari al 37% del totale. Il Veneto è la regione più avanzata (70,6% erogato), seguito da Liguria (64,6%) e Marche (63,5%). Le regioni più in ritardo sono Basilicata (7,8%), Lazio (14,3%) e Sardegna (24,3%).
AVANZAMENTO SPESA PNRR PER IL LAVORO – FOCUS REGIONALE
Regione
Fondi assegnati
Avanzamento spesa
Veneto
335,4 mln €
70,6%
Liguria
–
64,6%
Marche
–
63,5%
Lombardia
853 mln €
–
Campania
721 mln €
–
Puglia
365 mln €
–
Basilicata
–
7,8%
Lazio
–
14,3%
Sardegna
–
24,3%
Fonte: elaborazione Openpolis su dati Italia Domani, aggiornati al 26 febbraio 2026. I dati includono solo regioni con informazioni disponibili.
Il ruolo dei Comuni: opportunità e responsabilità
Per gli amministratori locali, questa analisi offre spunti concreti. Da un lato, l’esperienza del caporalato mostra come la capacità amministrativa degli enti – nella progettazione, nella gestione procedurale e nel rispetto dei tempi – sia spesso il fattore determinante tra il successo e il fallimento di un intervento. Dall’altro, il caso del sistema duale dimostra che quando esiste una governance chiara e obiettivi ben definiti, i risultati arrivano.
I Comuni che presentano i maggiori ritardi nella spesa – spesso nelle aree interne e nel Mezzogiorno – rischiano di perdere risorse preziose proprio nei territori dove sarebbero più necessarie. Rafforzare la capacità tecnica degli uffici, attivare forme di cooperazione intercomunale e sfruttare il supporto di ANCI per la rendicontazione rimangono strumenti chiave per non perdere questa opportunità.
Fonte: elaborazione su dati OpenPNRR/Openpolis e Ministero del Lavoro
PER APPROFONDIRE Il monitoraggio completo delle misure PNRR per il lavoro è disponibile sul portale OpenPNRR di Openpolis e su Italia Domani (italiadomani.gov.it), aggiornato in tempo reale. Il report Assonime-Openpolis offre un’analisi dettagliata delle politiche attive e del potenziamento dei CPI.