Oltre il PIL: l’ONU propone un nuovo standard globale per misurare il benessere dei territori
Economia 20 Maggio 2026, di Danilo Grossi
Un gruppo di esperti indipendenti nominato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite ha presentato nel 2025 un framework di 31 indicatori per misurare il progresso reale di un paese, andando oltre la crescita economica. Una rivoluzione nella cultura della misurazione.
Il problema: il PIL misura l’attività, non il benessere
Per decenni il Prodotto Interno Lordo è stato trattato come il proxy universale del progresso di un paese. Ma la sua crescita ha convissuto con disuguaglianze persistenti, degrado ambientale e crollo della fiducia nelle istituzioni pubbliche. Il PIL misura l’attività economica, non la qualità della vita dei cittadini — e non era stato progettato per farlo.
Nel maggio 2025, il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres ha istituito un Gruppo di Esperti di Alto Livello (HLEG) con il mandato esplicito di sviluppare un insieme limitato di indicatori universalmente applicabili che complementino il PIL. Per la prima volta, le Nazioni Unite hanno elaborato una proposta di questo tipo in risposta diretta a una richiesta degli Stati Membri. Il risultato è il rapporto “Beyond GDP” — una proposta concreta e immediatamente applicabile.
“Ciò che misuriamo determina ciò che valorizziamo. Il rapporto non chiede di abbandonare il PIL — chiede qualcosa di più ambizioso: guardare il quadro completo e agire di conseguenza.”
Il framework: 4 componenti per 31 indicatori
Il cuore della proposta è un dashboard di 31 indicatori strutturati attorno a quattro componenti. Il framework è multidimensionale e intergenerazionale: riconosce che il benessere dipende da condizioni economiche, sociali, istituzionali e ambientali, e da quanto quelle condizioni siano sostenibili nel tempo.
Componente
Cosa misura
1. Principi fondanti
Pace, diritti umani, rispetto del pianeta — indicatori minimi + impegni normativi
Disuguaglianze, povertà, disparità tra gruppi — dimensione trasversale a tutto il framework
4. Sostenibilità e resilienza
Capitali prodotto, umano, sociale, istituzionale e naturale — connette presente e futuro
Le quattro componenti del framework Beyond GDP (HLEG-ONU, 2025). Quasi la metà degli indicatori è già presente nel sistema SDG.
Una scelta strategica del framework è quella di costruire sul già esistente: quasi la metà degli indicatori proviene direttamente dagli SDG, il che significa che la maggior parte dei paesi — e delle amministrazioni già impegnate nel monitoraggio dell’Agenda 2030 — dispone già dei dati, dei sistemi e dell’esperienza per cominciare senza ritardi.
Il rapporto va però oltre, incorporando misure per dimensioni storicamente trascurate: coesione sociale, benessere soggettivo e qualità istituzionale. Accanto al dashboard dettagliato, si raccomanda anche lo sviluppo di un numero ristretto di indicatori-titolo, immediatamente accessibili ai decisori e all’opinione pubblica.
Equità e sostenibilità: le due dimensioni più innovative
L’equità e l’inclusione non sono un indicatore tra gli altri nel framework Beyond GDP: sono una dimensione trasversale che attraversa tutto il sistema di misurazione. Si valutano le disuguaglianze, la povertà e le disparità tra gruppi di popolazione — incluse le deprivazioni sovrapposte — con spazio esplicitamente riservato a dimensioni specifiche dei singoli paesi.
Altrettanto centrale è la componente della sostenibilità e della resilienza, che collega i risultati attuali al benessere futuro attraverso la misurazione di cinque forme di capitale: prodotto, umano, sociale, istituzionale e naturale. Non si tratta di stime astratte, ma di strumenti per verificare se una comunità sta consumando il proprio patrimonio o investendo nel futuro.
“Il benessere dipende da condizioni economiche, sociali, istituzionali e ambientali — e da quanto quelle condizioni siano sostenibili nel tempo. Un territorio ricco di PIL ma povero di coesione sociale, fiducia istituzionale o capitale naturale non è un territorio in progresso.”
L’agenda di implementazione: cosa devono fare i governi
Il rapporto è esplicito sull’agenda operativa. Per i governi nazionali, il compito è duplice. Da un lato, stabilire e pubblicare regolarmente dashboard nazionali sul progresso, ancorati al framework e adattati alle priorità locali, integrandoli nei processi di programmazione, bilancio e rendicontazione. Dall’altro, rafforzare l’infrastruttura statistica che rende la misurazione possibile — compresi i mandati degli istituti statistici nazionali e i sistemi di produzione di dati tempestivi e disaggregati.
Per il sistema ONU e le organizzazioni internazionali, le priorità includono un rapporto annuale globale Beyond GDP applicato a tutti i paesi, meccanismi di coordinamento per il supporto tecnico e finanziario alle implementazioni nazionali, e l’integrazione del framework nelle decisioni di cooperazione allo sviluppo e di finanziamento.
Accademia, società civile, settore privato e media hanno un ruolo altrettanto esplicito: innovare nella misurazione — anche attraverso dati generati dai cittadini — e fornire monitoraggio indipendente del progresso, delle trade-off e degli impatti distributivi che le statistiche ufficiali non sempre possono offrire.
Il contesto italiano: BES, PNRR e il momento giusto
L’Italia non parte da zero. L’Istat produce dal 2013 il rapporto BES — Benessere Equo e Sostenibile — che misura il progresso su 12 domini (salute, istruzione, lavoro, relazioni sociali, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio, ambiente, innovazione, qualità dei servizi, politica e istituzioni) con oltre 130 indicatori. Dal 2017, una selezione di indicatori BES è integrata per legge nel Documento di Economia e Finanza.
Il framework Beyond GDP e il BES condividono l’impianto multidimensionale e molti indicatori di riferimento. La proposta ONU può quindi essere letta, per il contesto italiano, come una validazione e un’opportunità di aggiornamento: rafforzare ciò che già esiste, colmarne le lacune — soprattutto sulla misurazione delle forme di capitale — e allinearlo agli standard internazionali emergenti.
Il PNRR ha introdotto una logica di misurazione per obiettivi e risultati (milestones e target) che ha familiarizzato molte amministrazioni locali con indicatori non puramente economici. È un’eredità da non disperdere: il framework Beyond GDP offre la cornice concettuale per consolidarla in una pratica stabile di governance basata sul benessere.
“L’Italia dispone già del BES, di un sistema SDG maturo e dell’esperienza PNRR. Adottare la logica Beyond GDP non è una rivoluzione da zero: è il passo successivo di un percorso già avviato.”
Fonte: High-Level Expert Group on Beyond GDP, “Report of the High-Level Expert Group on Beyond GDP”, Nazioni Unite, 2025. Istituito dal Segretario Generale Antonio Guterres, il gruppo include economisti, statistici e policy maker di istituzioni quali FMI, Banca Mondiale, OCSE, LSE, Paris School of Economics. Il processo intergovernativo di adozione del framework è in corso.