L’Aula della Camera ha approvato il disegno di legge delega per il riordino della polizia locale con 130 voti a favore e 31 contrari. Il provvedimento, di iniziativa governativa, apre la strada a una riforma organica del settore, chiamato a essere ridefinito attraverso uno o più decreti legislativi entro dodici mesi.
Il testo interviene su una normativa considerata ormai datata, la legge quadro n. 65 del 1986, con l’obiettivo di aggiornare funzioni, assetto ordinamentale e ruolo degli agenti municipali nell’ambito della sicurezza urbana e del governo del territorio.
Cuore della riforma è la definizione di una nuova cornice giuridica nazionale per la polizia locale, mantenendo però la distinzione rispetto alle forze di polizia dello Stato. Il provvedimento punta infatti a rafforzare il coordinamento operativo tra i diversi livelli istituzionali senza alterare l’impianto dei rispettivi ambiti di competenza.
Sul piano delle funzioni, il ddl delega interviene sulla qualificazione giuridica degli operatori, prevedendo l’attribuzione delle funzioni di agente di polizia giudiziaria e di agente di pubblica sicurezza, secondo criteri e condizioni da definire nei decreti attuativi. Un passaggio che incide direttamente sul ruolo operativo degli agenti sul territorio e sul rapporto con l’autorità giudiziaria e le prefetture.
Un altro capitolo riguarda l’organizzazione interna dei corpi di polizia locale, con la definizione delle funzioni dei comandanti e delle modalità di accesso alle qualifiche, tema centrale per l’uniformità dei profili professionali sul territorio nazionale, oggi caratterizzato da forte disomogeneità tra enti locali.
La delega interviene inoltre su ambiti sensibili come armamento, addestramento e porto delle armi, prevedendo criteri per una disciplina più organica rispetto all’attuale quadro frammentato. Parallelamente, viene prevista la possibilità di accesso ai sistemi informativi del Pra e della Motorizzazione, rafforzando gli strumenti operativi a disposizione degli operatori.
Sul fronte delle tutele, il testo introduce principi in materia di patrocinio legale e sicurezza sul lavoro, segnando un rafforzamento del quadro di garanzie per il personale impegnato nei servizi esterni.
Rilevante anche la parte istituzionale, che ridisegna il coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali nella gestione della sicurezza urbana integrata. La riforma affida allo Stato la definizione dei principi generali, lasciando alle Regioni spazi di intervento su formazione e organizzazione, in un equilibrio che conferma la natura multilivello della polizia locale.
Nel complesso, il provvedimento non modifica direttamente l’ordinamento, ma affida al Governo il compito di costruire la riforma attraverso decreti legislativi, delineando un riassetto che potrebbe incidere in modo significativo su funzioni, status e strumenti operativi della polizia locale nel prossimo anno.
Fonte: Camera dei Deputati