L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) ha pubblicato un vademecum dedicato alle procedure negoziate sottosoglia, con l’obiettivo di offrire un quadro aggiornato della disciplina dei lavori pubblici e delle modalità operative adottate dalle stazioni appaltanti. Il documento ricostruisce inoltre i criteri più diffusi per la selezione degli operatori economici da invitare alle gare, anche alla luce degli orientamenti di ANAC, del Ministero delle Infrastrutture e della giurisprudenza.
Al centro dell’analisi viene ribadito un principio chiave del nuovo Codice dei contratti: anche negli affidamenti sottosoglia restano pienamente applicabili i principi di concorrenza, trasparenza, non discriminazione, proporzionalità e rotazione. La semplificazione procedurale, sottolinea ANCE, non può essere interpretata come una deroga alle garanzie dell’evidenza pubblica, ma come un modello che richiede particolare rigore e adeguata motivazione.
Un punto cruciale riguarda la fase di individuazione degli operatori da invitare, considerata dal documento l’aspetto più delicato delle procedure negoziate. Poiché la platea dei partecipanti è limitata a soggetti selezionati dalla stazione appaltante, i criteri utilizzati assumono un peso determinante per la legittimità dell’affidamento. Devono quindi essere preventivamente definiti, oggettivi, coerenti con l’oggetto dell’appalto e privi di elementi discriminatori.
Il vademecum affronta anche alcune criticità ricorrenti nella prassi, come l’uso di requisiti troppo restrittivi, l’eccessiva valorizzazione delle esperienze pregresse, il ricorso a criteri territoriali e l’applicazione del principio di rotazione. Su questi aspetti, ANCE richiama gli indirizzi di ANAC, MIT e giurisprudenza, evidenziando come un uso distorto della discrezionalità possa generare effetti anticoncorrenziali e limitare l’accesso delle piccole e medie imprese al mercato dei lavori pubblici.
Vademecum