Roma – La macchina organizzativa per le elezioni amministrative del 2026 entra nel vivo. Il Ministero dell’Interno ha ufficialmente rilasciato il dossier tecnico n. 2, un documento di oltre 270 pagine che definisce ogni passaggio delle operazioni di voto e scrutinio. La direttiva non è solo un manuale per gli addetti ai lavori, ma segna il ritorno a una prassi che punta ad abbattere l’astensionismo: l’estensione delle votazioni su due giornate.
Il calendario: urne aperte 24 ore
La novità principale riguarda la durata delle operazioni. In deroga alle norme ordinarie, il decreto-legge n. 196 del 2025 ha stabilito che si voterà domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Una scelta strategica per spalmare l’affluenza e garantire a tutti i cittadini la possibilità di recarsi ai seggi. Lo scrutinio inizierà immediatamente dopo la chiusura del lunedì, senza soluzione di continuità.
Le nuove regole per i capoluoghi
Il dossier chiarisce un importante cambio di rotta normativo: d’ora in avanti, tutti i comuni capoluogo di provincia adotteranno il sistema elettorale dei grandi centri (quelli con oltre 15.000 abitanti), indipendentemente dal loro numero di residenti. Questo significa che in ogni capoluogo sarà possibile il voto disgiunto e l’eventuale turno di ballottaggio qualora nessun candidato sindaco raggiunga la maggioranza assoluta al primo turno.
Sicurezza e segretezza in cabina
Resta altissima l’attenzione sulla segretezza del voto. Il manuale del Viminale ribadisce il divieto assoluto di introdurre telefoni cellulari o fotocamere nelle cabine elettorali. I presidenti di seggio, nella loro qualità di pubblici ufficiali, avranno l’obbligo di invitare gli elettori a depositare i dispositivi prima di ricevere la scheda.
Inoltre, per i comuni sopra i 5.000 abitanti, viene confermata la doppia preferenza di genere: si potranno indicare due candidati consiglieri della stessa lista, a patto che siano di sesso diverso, per garantire la rappresentanza paritaria nelle amministrazioni locali.
Un seggio inclusivo: dal domicilio agli ospedali
Il dossier dedica ampio spazio alla tutela del diritto di voto per le categorie fragili. Oltre ai seggi ospedalieri, è prevista una rete di “seggi speciali” e “volanti” che si recheranno presso i luoghi di cura con meno di 100 posti letto e nelle abitazioni degli elettori affetti da gravissime infermità. Per i cittadini con disabilità fisica permanente, il voto assistito sarà garantito dalla presenza di un accompagnatore di fiducia, previa annotazione sulla tessera elettorale.
La disciplina dello scrutinio
Le istruzioni si chiudono con una guida rigorosa alla valutazione delle schede. Il principio cardine resta la “salvaguardia della volontà dell’elettore”: il voto è valido ogni volta che l’intenzione del cittadino è chiara e non presenta segni di riconoscimento. La precisione dei verbali sarà fondamentale: ogni discrepanza numerica tra schede ricevute e voti estratti dovrà essere giustificata, per evitare che l’esito elettorale finisca nelle aule dei tribunali amministrativi.
Pubblicazione n.2 – Amministrative – Ed. 2026