Nel primo semestre del 2026 saranno 899 i comuni italiani chiamati alle urne per il rinnovo delle amministrazioni locali, distribuiti tra regioni a statuto ordinario e speciale. Le elezioni si terranno principalmente il 24 e 25 maggio, con alcune eccezioni: in Trentino-Alto Adige si voterà il 17 maggio e in Sardegna il 7 e 8 giugno.
Il dato complessivo evidenzia una netta prevalenza dei piccoli centri: 778 comuni hanno una popolazione pari o inferiore ai 15mila abitanti, mentre 121 superano questa soglia. Tra questi ultimi figurano 18 capoluoghi di provincia, rendendo la tornata elettorale particolarmente rilevante anche sul piano politico-amministrativo.
In totale, la popolazione coinvolta supera i 7,4 milioni di residenti, con oltre 6,6 milioni di elettori chiamati al voto e quasi 8mila sezioni elettorali attive sul territorio nazionale.
Le regioni a statuto ordinario concentrano la maggior parte delle consultazioni, con 666 comuni interessati, mentre nelle regioni a statuto speciale si voterà in 233 comuni. Tra le aree più coinvolte figurano Lombardia, Campania, Sicilia e Veneto, con numeri significativi sia in termini di comuni sia di popolazione.
Non mancano casi particolari: alcuni consigli comunali vengono rinnovati prima della scadenza naturale, mentre altri tornano al voto dopo periodi di scioglimento.
La tornata amministrativa del 2026 si presenta quindi come un passaggio importante per il rinnovo della governance locale, con un impatto diffuso su tutto il territorio nazionale e un’ampia partecipazione elettorale attesa.